Libia: l’Unione Europea tende la mano al Parlamento di Tobruk

Pubblicato il 9 settembre 2020 alle 18:44 in Europa Libia

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L’Unione Europea sta valutando la rimozione di Aguilah Saleh, il presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, dalla lista nera delle sanzioni. Secondo alcuni diplomatici europei, l’uomo potrebbe rappresentare una figura chiave per unire le due fazioni in guerra. 

La notizia è stata lanciata in esclusiva dall’agenzia di stampa Reuters, il 9 settembre. La decisione arriva durante i colloqui sulla crisi libica che stanno avendo luogo nella città marocchina di Bouznika. Questi vedono Saleh e il suo corrispettivo tripolino, Fayez al-Sarraj, impegnati nell’elaborazione di un accordo tra i due governi rivali di Tripoli e Tobruk, che si contendono la sovranità in Libia. In tale contesto si inseriscono i Paesi europei, che con la rimozione delle sanzioni vedono la possibilità di riaffermare il loro ruolo nel Paese Nordafricano. L’Europa, con poche eccezioni, appoggia il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, riconosciuto dall’ONU e supportato, in particolare, da Turchia e Qatar. Il Governo di Tobruk, invece, riceve sostegno da Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia, Giordania e Francia. 

Proprio a causa dell’appoggio al governo di Tripoli, l’UE ha inserito nella lista nera Aguilah Saleh dal 2016, accusandolo di ostacolare gli sforzi verso la pace. Oggi invece, i diplomatici intervistati da Reuters ritengono che l’uomo rappresenti una figura chiave per unire le due parti del conflitto libico. Non a caso, il cessate il fuoco annunciato lo scorso 21 agosto dal premier del GNA è stato accolto con favore da Saleh e dal Parlamento della Libia Orientale. Tale presa di posizione è stata accolta con rimprovero dal generale Khalifa Haftar, considerato “l’uomo forte” di Tobruk e il cui sedicente Esercito Nazionale Libico (LNA) è impegnato in un assalto contro Tripoli dal 4 aprile del 2019. Gli sforzi dell’LNA sono stati contrastati in maniera vigorosa dall’intervento militare della Turchia nel Paese Nordafricano. 

Secondo i diplomatici europei, l’Italia, la Francia e la Germania, insieme all’Alto Rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Josep Borrell, vogliono mostrare unità e difendere gli interessi dell’Unione nel Mediterraneo. “Ora c’è una finestra di opportunità per l’UE. Borrell sta spingendo gli Stati europei a rendersi conto di quanto sia vicina e importante la Libia”, ha riferito uno dei diplomatici. L’Europa starebbe quindi lavorando alla rimozione dei divieti di viaggio e allo sblocco dei beni di Saleh e di altre personalità politiche. La decisione finale potrebbe arrivare alla fine del mese di settembre, anche se i governi dell’UE devono gestire la protesta messa in atto da Cipro, che sta ritardando l’approvazione di tutte le sanzioni fino a quando l’UE non concorderà una linea più dura sulla Turchia in relazione alla disputa sulle risorse energetiche nel Mediterraneo Orientale. Le sanzioni richiedono che tutti i 27 Stati dell’UE siano d’accordo. 

La mobilitazione diplomatica in corso si colloca in un clima di apparente tregua sul campo, dopo che, il 21 agosto, il premier del GNA, Fayez al-Sarraj, e il presidente del Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, hanno entrambi invitato le forze in campo a “smilitarizzare” Sirte e al-Jufra, due fronti di battaglia dove si era in attesa di una “battaglia imminente”. Tuttavia, le forze tripoline hanno accusato l’esercito di Haftar di aver violato più volte la tregua, l’ultima volta il 5 settembre, mentre l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha continuato a monitorare l’arrivo di mercenari siriani. Questi sono reclutati ed addestrati da Ankara ed inviati presso i fronti di combattimento libici, a fianco delle truppe tripoline.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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