La Cina cerca consensi tra i membri dell’ASEAN

Pubblicato il 9 settembre 2020 alle 11:43 in Cina Indonesia Malesia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il ministro della Difesa cinese, Wei Fenghe, ha incontrato il suo omologo indonesiano, Prabowo Subianto, l’8 settembre, ad un giorno di distanza dalla sua visita in Malesia, dove ha incontrato, il primo ministro, Muhyiddin Yassin, e il ministro della Difesa malese, Ismail Sabri Yaakob. Secondo alcune fonti, Wei sarebbe ora diretto nelle Filippine e in Brunei.  

L’obiettivo del suo tour sarebbe quello di riequilibrare l’influenza statunitense nella regione dell’Asia-Pacifico e, in particolare, nel Mar Cinese Meridionale, proprio mentre si sta aprendo la 53esima edizione degli incontri, quest’anno virtuali, tra i Paesi dell’Associazione delle Nazioni del Sud-Est asiatico (ASEAN). I meeting sono stati organizzati dal 9 al 12 settembre e  ad alcuni di essi parteciperanno anche il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, e altri Paesi come Russia, Giappone, Australia, Corea del Sud e India.

Durante l’incontro con la controparte indonesiana, Wei ha affermato che la Cina intende intensificare i legami tra i rispettivi eserciti mentre l’Indonesia ha ribadito il suo impegno per la risoluzione pacifica e attraverso il dialogo delle dispute nel Mar Cinese Meridionale. Il 7 settembre, durante l’incontro con il premier malese, allo stesso modo, il ministro cinese ha dichiarato l’intenzione della Cina di collaborare con i Paesi dell’ASEAN per trovare una “via di mezzo” che consenta di mantenere la pace nel bacino d’acqua, considerata una responsabilità tanto malese quanto cinese. Oltre a questo, Wei ha ribadito che Pechino intende intensificare la cooperazione in materia di Difesa con la Malesia e i legami tra i rispettivi eserciti.

Per quanto riguarda l’Indonesia, il Paese fa parte dell’ASEAN ma non è uno degli Stati le cui rivendicazioni di sovranità si sovrappongono con quelle di Pechino nel Mar Cinese Meridionale. Ciò nonostante, Jakarta non riconosce la linea dei nove tratti, ovvero il documento sul quale si fondano i diritti reclamati dalla Cina in tali acque, ed è entrata più volte in conflitto con Pechino per diversi episodi in cui alcuni pescherecci cinesi sarebbero sconfinati all’interno della Zona economica esclusiva (ZEE) indonesiana nei pressi delle isole Natuna.

A dispetto di tali divergenze, però, l’Indonesia è legata alla Cina per più aspetti. I due Paesi stanno collaborando su più fronti, primo fra tutti il coronavirus che si sta espandendo velocemente in Indonesia dove ha contagiato 200.035 persone e ne ha uccise 8.230. Jakarta si è rivolta ad aziende farmaceutiche cinesi per assicurarsi un vaccino una volta pronto e, oltre a questo, continua ad incoraggiare gli investimenti cinesi nel Paese, attualmente in recessione.

In merito alla Malesia, invece, la difficoltà principale nelle relazioni con Pechino è rappresentata dal Mar Cinese Meridionale, dove le rivendicazioni di sovranità dei due Paesi si sovrappongono. Tuttavia, la Cina è la seconda destinazione, dopo Singapore, delle esportazioni malesi per un totale di oltre 30 miliardi annui, nonché il primo Paese d’origine delle sue importazioni, dal valore di oltre 40 miliardi. Oltre a questo, i due Paesi collaborano anche nel campo degli investimenti e Kuala Lumpur partecipa poi al grande progetto infrastrutturale delle Nuove Vie della Seta, proposto dal presidente cinese, Xi Jinping, nel 2013.  Infine, Indonesia e Cina hanno instaurato una serrata collaborazione per arginare l’epidemia di coronavirus.

Per quanto riguarda le dispute nel Mar Cinese Meridionale gli Stati Uniti hanno rivolto,  lo scorso 13 luglio, un appello ai Paesi partner e alleati degli USA nell’area affermando che si schiereranno dalla loro parte nella protezione dei loro diritti di sovranità sulle risorse off-shore respingendo la “legge del più forte” portata avanti da Pechino. Successivamente a tali dichiarazioni, lo scontro diplomatico tra Cina e USA si è intensificato su più fronti ed entrambe le potenze hanno intensificato le rispettive presenza e attività militari nelle acque del Mar Cinese Meridionale.

In merito a tale questione, lo scorso 5 agosto, il ministro degli Esteri della Malesia, Hishammuddin Hussein, aveva avvertito implicitamente i Paesi dell’ASEAN di non sbilanciarsi né dalla parte di Washington né da quella di Pechino nelle dispute in corso nel Mar Cinese Meridionale, in quanto lo stesso blocco ASEAN potrebbe uscire frammentato.

Oltre alla Cina, anche Taiwan rivendica in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale che è, tuttavia, conteso anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. Questi ultimi fanno parte dell’ASEAN insieme a Indonesia, Singapore, Thailandia, Myanmar, Laos e Cambogia.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.