Coronavirus: l’Armenia piega la curva dei contagi

Pubblicato il 9 settembre 2020 alle 6:26 in Armenia Europa

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Dopo mesi di lotta contro Covid-19 le autorità sanitarie dell’Armenia sono riuscite a piegare la Curva dei contagi. Dopo un picco in aprile, Erevan era riuscita a tenere la diffusione dei contagi sotto controllo, tanto che il 4 maggio era iniziato un allentamento delle misure di quarantena. Tuttavia, dalla prima settimana di giugno i contagi hanno ripreso a salire mettendo sotto pressione la sanità del Paese. La situazione ha lentamente ripreso a migliorare ad agosto, per assumere poi una tendenza marcatamente positiva nelle ultime settimane. Il 7 settembre sono stati registrati 62 nuovi casi. Il 25 giugno era stato toccato un picco di 771 infezioni.

Secondo gli ultimi dati, il numero di pazienti infetti da coronavirus nel Paese transcaucasico, che si trovano ricoverati in condizioni gravi è 178, e quelli che si trovano in condizioni critiche sono 45. Di questi, 17 pazienti hanno necessità di respirazione assistita, secondo quanto ha riferito all’agenzia di stampa Armenpress la portavoce del ministro della Sanità Alina Nikoghosyan, aggiungendo che il numero di ricoveri e di pazienti in condizioni critiche sta gradualmente diminuendo.

“Al momento il numero di pazienti in condizioni gravi e critiche sta diminuendo. Solo un mese fa il numero dei pazienti in gravi condizioni superava le 300-400 persone. Da ieri, il loro numero è 240. Inoltre diminuisce ogni giorno” – ha detto, esprimendo la speranza che questo numero non torni a crescere in futuro.

La portavoce del ministero della Sanità di Erevan ha esortato i cittadini a non lasciarsi andare a facili entusiasmi, a mantenere la vigilanza, in modo da poter continuare a piegare la curva dei contagi e a tenere la situazione sanitaria sotto controllo.

Ad oggi, 1022 dei 3549 casi di coronavirus attivi in Armenia ricevono cure negli ospedali, il resto è in isolamento domiciliare, ha aggiunto Alina Nikoghosyan, affermando che principalmente i pazienti con sintomi lievi ricevono il trattamento a casa. “Attualmente 2527 dei 3549 casi attivi sono a casa, gli altri sono in ospedale” – ha spiegato.

Il criterio in base al quale il cittadino necessita di ricovero è definito dal decreto del ministro della sanità che regola il trattamento per i pazienti affetti da Covid-19, ha spiegato ancora Nikoghosyan. Secondo le disposizioni sanitarie, sono state ricoverate principalmente le persone che hanno problemi respiratori o polmonite. “Ad esempio, se una persona ha una febbre di 37,5 gradi, ma nessun altro sintomo, rimane a casa dopo il test, essendo considerato un caso lieve. Ma se la temperatura aumenta drasticamente o emergono altri sintomi, viene trasportato in ospedale con l’assistenza di un medico” – ha esemplificato la portavoce.

Al momento gli ospedali che servono i pazienti infetti da coronavirus in Armenia sono nove. Di questi alcuni sono dedicati solo al trattamento delle persone colpite dalla pandemia, altri sono centri covid in nosocomi più grandi.

Secondo gli ultimi dati, il numero di casi confermati di coronavirus in Armenia è arrivato a 44.845, di cui 40.121 già guariti. Il numero di casi attivi è 3549. Il bilancio delle vittime, all’8 settembre, è salito a 900. Queste cifre indicano che l’Armenia ha un tasso di mortalità pari a 304,9. Per fare un raffronto, in Italia è di 588,12. 

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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