Brexit: modifiche al protocollo sull’Irlanda del Nord violerebbero il diritto internazionale

Pubblicato il 9 settembre 2020 alle 13:42 in Europa UK

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Il governo britannico ha ammesso che ha in programma di rivedere gli accordi speciali sulla Brexit relativi all’Irlanda del Nord in un senso che violerebbe “in maniera molto specifica e limitata” il diritto internazionale. La dichiarazione, che ha stupito gran parte dei parlamentari, è stata rilasciata, martedì 8 settembre, dal segretario del Nord Irlanda, Brandon Lewis, il quale, davanti alla Camera dei Comuni, ha pronunciato esattamente queste parole: “Sì, il progetto potrebbe infrangere il diritto internazionale in modo molto specifico e limitato. Ci stiamo assumendo il potere di disapplicare il principio dell’effetto diretto delle norme europee in una certa circostanza ben definita “.

In un nuovo disegno di legge, che verrà presentato in giornata al Parlamento britannico, il governo dovrebbe svelare la sua intenzione di stracciare la parte dell’accordo, già raggiunto, inerente alla regolamentazione dei confini tra Irlanda e Irlanda del Nord. La mossa di Londra minaccia di chiudere definitivamente la possibilità di raggiungere un’intesa sulla Brexit e rischia di mandare a monte i colloqui, appena ripresi, tra le delegazioni delle due parti.

In mezzo al caos determinato dalla nuova stretta britannica, nella mattinata dell’8 settembre è altresì giunta la notizia delle dimissioni del più alto consigliere legale del Regno Unito, Jonathan Jones. L’uomo, nel motivare la sua decisione, si è detto “costernato” dalla scelta politica di riscrivere parti del protocollo sull’Irlanda del Nord.

Secondo il segretario Lewis, invece, quello che starebbe tentando di fare il Regno Unito non è così insolito. “Ci sono dei precedenti e, in effetti, diversi Paesi hanno avuto bisogno di riconsiderare i propri obblighi internazionali man mano che le circostanze sono cambiate”, ha detto alla Camera citando le modifiche alla legge finanziaria nel 2013.

Le dichiarazioni del funzionario inglese, tuttavia, hanno provocato un’ondata di critiche. Tra le voci che hanno espresso maggiore dissenso c’è stata quella dell’ex primo ministro, Theresa May, che ha messo in dubbio le buone intenzioni del premier Boris Johnson e ha manifestato la paura che il governo inglese possa mettere in pericolo la reputazione internazionale del Regno Unito come nazione affidabile e sincera. “Come può l’esecutivo rassicurare i futuri partner internazionali sul fatto che ci si può fidare del Regno Unito per il rispetto degli obblighi legali dell’accordo se si comporta in questo modo?” ha chiesto la May in uno scambio con Lewis durante un’interrogazione alla Camera dei Comuni sugli ultimi sviluppi.

Il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney, ha affermato, dal canto suo, che le ultime rivelazioni sono “gravemente preoccupanti”. Coveney, che è stato determinante nei negoziati sul confine irlandese, ha rivelato di non riuscire a capire perché la Gran Bretagna stesse cercando di rivedere gli accordi dal momento che il protocollo sull’Irlanda del Nord è specificamente “progettato per funzionare in tutte le circostanze”. A detta di Lewis, il nuovo disegno di legge “chiarirà parte degli accordi speciali sull’Irlanda del Nord e creerà una rete di sicurezza nell’eventualità che le trattative sulla Brexit falliscano”.

Fonti governative hanno affermato che la mossa non violerà il codice ministeriale perché l’obbligo dei ministri di rispettare il diritto internazionale è stato rimosso dalle linee guida dall’allora primo ministro inglese, David Cameron, nel 2015. Tuttavia, diversi esperti legali, tra cui David Anderson, membro della Camera dei Lord per il sottocomitato alla sicurezza e alla giustizia dell’UE, hanno sottolineato che il codice prevede ancora che i ministri rispettino il diritto internazionale dopo una sentenza, in tal senso, della Corte d’appello, che nel 2018 ha stabilito che i ministri avessero il dovere “generale” di fare così.

“Penso che sarebbe del tutto sbagliato se il Regno Unito non adottasse l’approccio previsto dal nostro governo per garantire che ci sia una rete di sicurezza in caso di fallimento dei colloqui sulla Brexit e per fare in modo che a gennaio le imprese e le persone sappiano di potersi affidare a una struttura che mette in atto le nostre promesse”, ha chiarito Lewis durante il suo intervento alla Camera, invitando i parlamentari ad attendere la presentazione del progetto di legge, prevista per mercoledì 9 settembre. Il segretario ha specificato che il piano di Londra rispetterà la promessa del governo nel garantire che i commercianti dell’Irlanda del Nord avranno “accesso illimitato” ai mercati della Gran Bretagna.

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Chiara Gentili

di Redazione

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