Regno Unito: convocato ambasciatore russo per il caso Navalny

Pubblicato il 8 settembre 2020 alle 11:43 in Russia UK

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Il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha convocato, lunedì 7 settembre, l’ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrei Kelin, per esprimere la sua preoccupazione in merito al sospetto avvelenamento di Aleksej Navalny.

“Oggi il Regno Unito ha convocato l’ambasciatore russo”, ha fatto sapere Raab su Twitter. “È del tutto inaccettabile che sia stata utilizzata un’arma chimica, il cui uso è severamente vietato, e la Russia deve avviare un’indagine completa e trasparente”, ha aggiunto il ministro, sottolineando di essere lieto del fatto che Navalny sia uscito dal coma farmacologico e stia migliorando. L’oppositore russo sta inoltre respirando autonomamente, senza l’aiuto di ventilatori, e sta rispondendo agli stimoli verbali. Le notizie sulle condizioni di Navalny sono state diffuse dall’ospedale Charité di Berlino, dove l’uomo è attualmente ricoverato.

L’avvelenamento è stato confermato il 2 settembre dal governo tedesco, il quale ha affermato che, secondo i risultati degli esami tossicologici, l’oppositore russo risulta essere stato avvelenato tramite l’agente nervino chimico della famiglia Novichok. Il 22 agosto, l’uomo era stato trasferito a Berlino dall’ospedale della città siberiana di Omsk, dopo essere stato ricoverato per un malore che aveva costretto a un atterraggio di emergenza il volo da Tomsk a Mosca, sul quale viaggiava. Navalny si era recato nella città siberiana per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre, a Mosca.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, aveva affermato, il 2 settembre, che erano state trovate “prove inequivocabili” dell’avvelenamento di Navalny. I leader occidentali e molti cittadini russi hanno espresso sgomento per quello che hanno definito un crimine che “viola i diritti e i valori umani fondamentali”. Secondo la stampa, si tratterebbe del primo uso noto di armi chimiche sul suolo russo contro un leader dell’opposizione di alto profilo. Il novichok è stato sviluppato dalla Russia tra gli anni Ottanta e Novanta, durante il periodo sovietico.

Il Cremlino ha più volte negato la propria responsabilità nell’incidente e il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha dichiarato che Berlino non ha ancora condiviso i risultati degli esami con i pubblici ministeri di Mosca. “La parte russa ha notato che le accuse infondate e la politicizzazione della questione, che dovrebbe avere una natura strettamente medica e legale, sono inaccettabili”, ha dichiarato l’ambasciata russa in un comunicato. “È stato espresso l’interesse a stabilire tutti i fatti relativi all’incidente. Le azioni che la Russia sta intraprendendo al riguardo sono state rese note”, ha aggiunto.

L’attivista 44enne, leader della Fondazione anticorruzione, si trova attualmente in un reparto di terapia intensiva dell’ospedale Charité, sotto stretta osservazione. A decidere il trasferimento è stata la famiglia di Navalny, preoccupata per la vita dell’uomo se avesse continuato ad essere curato nel suo Paese. La squadra dell’oppositore russo ha sempre insistito sul fatto che Navalny fosse stato deliberatamente avvelenato dalle autorità russe, accuse che il Cremlino ha respinto come “discorsi vuoti”. I medici russi in Siberia hanno fin dall’inizio assicurato che i test atti a individuare le sostanze velenose nel corpo di Navalny erano risultati tutti negativi e le cause del suo malessere dovevano essere riscontrate in uno squilibrio dovuto a disturbi metabolici e a un basso livello di zucchero nel sangue.

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Chiara Gentili

di Redazione

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