Grecia: in vista di nuove spese militari, Atene si avvicina alla Francia

Pubblicato il 8 settembre 2020 alle 10:45 in Francia Grecia

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La Grecia intende acquistare nuovi mezzi militari, potenziare le sue forze armate e rinnovare l’industria della Difesa. È quanto ha reso noto, lunedì 7 settembre, il portavoce del governo di Atene, Stelios Petsas, specificando che il primo ministro, Kyriakos Mitsotakis, illustrerà nel dettaglio i piani dell’esecutivo nel suo discorso annuale sulla politica economica, previsto per il prossimo sabato, 12 settembre. L’annuncio arriva mentre continuano a crescere le tensioni con la Turchia sui diritti di sfruttamento delle risorse energetiche nella regione del Mediterraneo orientale.

La Grecia, uscita dalla sua terza crisi finanziaria nel 2018 e alle prese con l’impatto economico dell’epidemia di coronavirus, ha in programma di spendere parte delle sue riserve nel settore della difesa. “Siamo in trattative con gli alleati per rafforzare le nostre forze armate”, ha detto ai giornalisti Petsas. Secondo le ultime indiscrezioni, Atene avrebbe avviato colloqui con la Francia per l’acquisto di aerei da combattimento e altri mezzi militari. In particolare, scrive Al-Jazeera, i media greci hanno fatto riferimento alla compravendita di caccia francesi di tipo Rafale e di almeno una fregata.

Mitsotakis incontrerà il presidente francese, Emmanuel Macron, in Corsica, giovedì 10 settembre, prima dell’inizio di un vertice dei leader dell’Europa meridionale (MED7). I due discuteranno soprattutto delle tensioni tra Unione Europea e Turchia, ha rivelato l’ufficio di Macron. Il blocco ha intenzione di approvare una serie di sanzioni contro Ankara qualora il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si rifiutasse di mettere fine alle sue “azioni provocatorie contro la Grecia” nel Mediterraneo orientale. Il premier greco ha discusso degli ultimi sviluppi nella regione con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, durante una telefonata avvenuta lunedì 7 settembre. Il funzionario europeo visiterà Atene il 15 settembre, ha dichiarato Petsas. Quest’ultimo, infine, ha specificato che durante l’incontro bilaterale Macron – Mitsotakis si parlerà anche della cooperazione tra i due Paesi nel settore della Difesa. Per il 24 e 25 settembre sono previste consultazioni, in seno al Consiglio Europeo, per valutare le varie strategie di risoluzione della disputa energetica tra Atene e Ankara nel Mediterraneo orientale ed eventualmente prendere in considerazione l’imposizione di sanzioni contro la Turchia.

“La leadership turca lancia, quasi quotidianamente, minacce di guerra e rilascia dichiarazioni provocatorie contro la Grecia”, ha affermato Petsas in conferenza stampa. “Rispondiamo con prontezza politica, diplomatica e operativa, determinati a fare tutto il necessario per proteggere i nostri diritti sovrani”, ha aggiunto, sottolineando che, la scorsa settimana, la Grecia ha raccolto 2,5 miliardi di euro in un’asta di obbligazioni per cercare di aumentare la spesa militare e raccogliere fondi per le imprese colpite dalla pandemia di coronavirus.

Nonostante gli avvertimenti, alcune fonti hanno riferito che Ankara starebbe pensando di estendere le esplorazioni energetiche della sua nave da ricerca sismica, Oruc Reis, dal 10 al 25 settembre. Le operazioni potrebbero avvenire anche al largo delle isole greche di Kastellorizo e Rodi, dove Atene rivendica fortemente la sua sovranità. Se venisse emesso un nuovo navtex da parte della Turchia, si tratterebbe della quarta proroga consecutiva e tale decisione potrebbe rischiare di mandare a monte il tentativo europeo di una risoluzione politica della disputa. 

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento energetico nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. L’isola greca di Kastellorizo, che si trova a circa 2 km dalla costa meridionale della Turchia e a 570 km dalla Grecia continentale, è una delle principali fonti di frustrazioni per Ankara, che rivendica quelle acque come proprie. “La richiesta della Grecia di una zona di giurisdizione marittima di 40.000 chilometri quadrati a causa dei 10 chilometri quadrati di terra occupati dall’isola di Kastellorizo è assolutamente illogica”, ha dichiarato Erdogan. Le rivendicazioni della Grecia sulle acque intorno a Kastellorizo si basano su un trattato marittimo delle Nazioni Unite, la Convenzione di Montego Bay, firmata nel 1982, che tuttavia non è riconosciuto dalla Turchia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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