Egitto: nuovi indizi sul presunto omicidio del figlio dell’ex presidente Morsi

Pubblicato il 8 settembre 2020 alle 18:04 in Africa Egitto

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Gli avvocati della famiglia dell’ex presidente egiziano, Mohamed Morsi, hanno rivelato di aver ottenuto alcune informazioni a conferma della tesi secondo cui suo figlio, Abdullah, sarebbe stato ucciso da “una sostanza letale” e non da un infarto, come affermato in precedenza dalle autorità.

Abdullah Morsi, 25 anni, è morto il 4 settembre 2019 in un ospedale di Giza, a Sud-Ovest del Cairo. Un rapporto del governo aveva dichiarato ai tempi che il giovane sarebbe stato colto da spasmi improvvisi mentre guidava la sua auto. Portato immediatamente in ospedale, i medici non sarebbero riusciti a rianimarlo.

Diverse fonti locali hanno ritenuto che dietro l’incidente non ci fosse alcun sospetto crimine, dal momento che il figlio di Morsi aveva già dovuto affrontare diversi problemi di salute ed era rimasto particolarmente sconvolto dalla recente morte di suo padre.

Mohamed Morsi, democraticamente eletto nel giugno 2012, è morto il 17 giugno 2019, dopo anni di prigione in attesa di processo. L’uomo era stato deposto da un colpo di stato militare, nel luglio 2013, guidato dall’attuale presidente Abdel Fattah al-Sisi.

Il team legale di Morsi ha annunciato, lunedì 7 settembre, di aver ottenuto informazioni importanti secondo cui Abduallh sarebbe stato effettivamente ucciso. “Le informazioni a noi giunte sembrano confermare che Abdullah sia stato trasportato con la sua auto per una distanza di oltre 20 km in un ospedale dopo essere già venuto a mancare a seguito dell’iniezione di una sostanza letale. Il giovane non sarebbe stato volontariamente trasferito negli ospedali vicini per aspettare prima la sua morte”, si legge in una dichiarazione dello studio legale, con sede a Londra. “È abbastanza chiaro che alcuni elementi dello Stato erano consapevoli di questi fatti che solo ora stanno venendo alla luce”, ha aggiunto il team di avvocati della famiglia Morsi.

Toby Cadman, a capo della squadra legale di Guernica 37, ha riferito che le circostanze della morte sarebbero tuttora “misteriose” e che Abdullah ha vissuto nella paura per molto tempo dopo aver accusato pubblicamente alcuni funzionari governativi di aver ucciso suo padre. Su Twitter, il giovane aveva nominato diverse persone, tra cui l’attuale ministro dell’Interno, Mahmoud Tawfiq, e il giudice che aveva supervisionato il processo su Morsi, Mohamed Shereen Fahmy. I due erano stati identificati da Abdullah come “complici” nell’assassinio del padre, definito “un martire”.

Il team legale di Morsi ha sottolineato che la procura egiziana ha successivamente accusato una donna di 36 anni, di nome Randa Ali Shaker Ali Asran, di omicidio premeditato per la morte di Abdullah. Gli avvocati, tuttavia, ritengono che Asran non abbia affrontato un processo trasparente. I legali hanno infine accusato “alcuni elementi dello Stato” di essere a conoscenza del fatto che il figlio di Mohamed sia stato ucciso e hanno chiesto un’indagine indipendente sul presunto omicidio.

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Chiara Gentili

di Redazione

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