Bielorussia: denunciata la sparizione di altri due esponenti dell’opposizione

Pubblicato il 8 settembre 2020 alle 8:19 in Bielorussia Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Consiglio di coordinamento dell’opposizione accusa Lukashenko di “usare apertamente metodi di terrore” e denuncia che, dopo Maria Kolesnikova, anche l’addetto stampa, Anton Rodnenkov, e il segretario esecutivo, Ivan Kravtsov, sono scomparsi. La polizia ha detto di non avere informazioni sulle detenzioni denunciate.

Le forze dell’ordine della Bielorussi, frattanto, hanno riferito che Maria Kolesnikova è in Ucraina, dopo che i suoi parenti hanno presentato una denuncia alla polizia, le guardie di frontiera hanno comunicato che la donna ha lasciato il Paese attraverso la frontiera meridionale, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa interfax.

Domenica 6 settembre più di 600 persone sono state arrestate, dopo il quarto fine settimana consecutivo di proteste antigovernative nella capitale Minsk e in altre città. Nelle ultime settimane le manifestazioni si erano svolte senza detenzioni. Da qui l’ipotesi che Kolesnikova sia stata fermata dalle forze di sicurezza in un’operazione sotto copertura.

Lunedì 7 settembre l’Ue ha sollecitato il governo bielorusso a liberare i detenuti, definendo gli arresti “arbitrari e inspiegabili” e ha annunciato che tra i 31 funzionari bielorussi oggetto di sanzioni vi è il ministro dell’Interno Jurij Karayev.

Un testimone oculare ha detto all’agenzia di stampa bielorussa Tut.by di aver visto uomini mascherati prendere attaccare la signora Kolesnikova e spingerla su un minibus lunedì mattina.

Maria Kolesnikova è un membro del Consiglio di coordinamento istituito dall’opposizione per garantire il trasferimento dei poteri. Le autorità governative hanno avviato un procedimento penale contro i leader dell’opposizione, affermando che “la creazione e le attività del Consiglio di coordinamento mirano alla presa del potere statale e provocano danno alla sicurezza nazionale”.

Svetlana Tikhanovskaya, candidata alla presidenza che il 9 agosto scorso ha ottenuto il 10% contro l’80% del presidente uscente Lukashenko, in un voto pesantemente influenzato da brogli, ha affermato che le ultime detenzioni sono state un tentativo di interrompere il lavoro del Consiglio di coordinamento. “Più cercano di spaventarci, più persone scenderanno in piazza” – ha detto in una dichiarazione dalla Lituania, dove si trova dallo scorso 12 agosto.

Lo scorso sabato 5 settembre, Olga Kovalkova, membro dello stesso Consiglio, è fuggita in Polonia dopo essere stata arrestata il 24 agosto e successivamente rilasciata.

In Bielorussia il 9 agosto scorso, sono iniziate manifestazioni di massa per protesta contro la rielezione, per un sesto mandato, del presidente Lukashenko, al potere dal 1994.  Il capo dello stato ha denunciato l’interferenza straniera nelle elezioni della Bielorussia e ha accusato diversi Paesi occidentali di celarsi dietro le proteste.

Il voto non è stato riconosciuto dalla UE e il ministro degli esteri russo, Sergej Lavrov, ha definito le elezioni “non ottimali”. Nei primi giorni delle manifestazioni, gli agenti delle forze di sicurezza hanno usato gas lacrimogeni, proiettili di gomma, idranti, granate assordanti e persino fucili a pompa. Secondo il ministero dell’Interno bielorusso, centinaia di persone sono rimaste ferite, tra cui più di 150 agenti delle forze dell’ordine, e più di 10.000 persone sono state arrestate. Quattro persone sono morte. A seguito della pressione popolare e internazionale, le forze di sicurezza avevano smesso di usare la forza per disperdere le manifestazioni, ma le proteste sono continuate nelle strade e si sono estese anche ad alcune reti televisive e imprese pubbliche, che sono entrate in sciopero. Da domenica 6 settembre le autorità di Minsk hanno ripreso gli arresti a margine delle manifestazioni non autorizzate.

Testimoni oculari hanno riferito a all’agenzia Interfax che la polizia ha iniziato ad effettuare arresti a Minsk dopo che la manifestazione non autorizzata si è conclusa e le persone stavano tornando a casa. Le riprese video di domenica mostrano uomini in borghese che picchiano manifestanti pacifici con manganelli.

Il ministro degli Interni Yuri Karayev ha difeso le azioni delle forze di sicurezza. “Parlano della brutalità della polizia bielorussa, e io voglio dire questo: non ci sono poliziotti più umani, moderati e freddi in nessuna parte del mondo” – ha detto l’agenzia di stampa ufficiale Belta.

Leggi Sicurezza Internazionale il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.