Amnesty International accusa Malta di usare “tattiche illegali” contro i migranti

Pubblicato il 8 settembre 2020 alle 13:22 in Immigrazione Malta

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L’ONG Amnesty International ha condannato Malta per via delle “tattiche illegali” adottate nei confronti dei migranti che tentano di attraversare il Mediterraneo. Secondo quanto riferito dal gruppo nel suo ultimo rapporto, pubblicato martedì 8 settembre, l’approccio adottato dal governo maltese potrebbe aver portato a morti evitabili.

Le dichiarazioni di Amnesty sono state rilasciate, martedì 8 settembre, poche ore dopo che le agenzie delle Nazioni Unite hanno chiesto a Malta e all’UE di porre fine all’ultima crisi umanitaria che si sta consumando a bordo di una nave da carico al largo delle coste maltesi. La Maersk Etienne si trova in mare dal 4 agosto, quando ha tratto in salvo 27 migranti a bordo di un peschereccio proveniente dalla Libia, in seguito alla segnalazione della ONG tedesca Sea-Watch. Alle persone salvate è stato negato il permesso di scendere sulla terraferma e la nave non è ancora riuscita a trovare un porto dove attraccare. Le autorità maltesi hanno rifiutato di accogliere i migranti a bordo dell’imbarcazione nonostante questa si trovi da più di un mese a circa 23 km dalle coste dell’isola. La compagnia, di nazionalità danese, sta facendo da settimane appello alla comunità internazionale per ricevere assistenza umanitaria in modo che i migranti ricevano gli aiuti di cui hanno bisogno. Anche l’agenzia dell’ONU per i rifugiati (UNHCR), l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) e la Camera internazionale della navigazione “hanno chiesto l’immediato sbarco delle persone intrappolate a bordo della nave”.

“Il governo maltese ha fatto ricorso a misure pericolose e illegali per affrontare gli arrivi di rifugiati e migranti in mare”, ha detto Amnesty nel rapporto di martedì 8 settembre. “Questa escalation di tattiche include l’organizzazione di respingimenti illegali in Libia attraverso il dirottamento di barconi verso l’Italia, la negazione del soccorso alle persone in difficoltà e la detenzione illegale di centinaia di persone su traghetti mal equipaggiati al largo delle acque di Malta”, si legge ancora nel documento.

Il 28 maggio, Malta e Libia hanno firmato un protocollo d’intesa volto a combattere l’immigrazione clandestina e a consolidare le relazioni bilaterali tra i due Paesi. L’accordo, secondo Amnesty International, serve a “impedire alle persone di raggiungere Malta” e, in questo modo, espone i migranti a trattamenti brutali al loro ritorno nei campi profughi libici. “Alcune delle azioni intraprese dalle autorità maltesi potrebbero aver coinvolto atti criminali, con conseguenti morti evitabili, detenzioni arbitrarie prolungate e rimpatri illegali in Libia, un Paese dilaniato dalla guerra”, ha sottolineato la ONG nel suo rapporto.

Dall’inizio dell’anno, Malta ha accolto 2.161 immigrati irregolari e “le risorse e gli sforzi necessari per garantire l’accoglienza, l’accesso all’asilo e la protezione dal Covid-19 sono stati senza dubbio considerevoli per un Paese così piccolo”, ha riconosciuto Amnesty. “Tuttavia, questo non solleva il governo de La Valletta dalla responsabilità di istituire un luogo sicuro per le persone soccorse sotto il suo coordinamento”, ha precisato il gruppo.

Il governo maltese non ha ancora commentato le dichiarazioni contenute nel rapporto di Amnesty International. Domenica 6 settembre, però, il primo ministro maltese, Robert Abela, ha affermato che la situazione sulla Maersk Etienne “non è responsabilità di Malta”, poiché la nave naviga sotto bandiera danese. “Pur comprendendo l’aspetto umanitario del fenomeno, devo capire e ascoltare gli interessi dei maltesi”, ha riferito Abela al quotidiano Malta Today.

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Chiara Gentili

di Redazione

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