Siria: Lavrov in visita a Damasco

Pubblicato il 7 settembre 2020 alle 16:26 in Russia Siria

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Il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, si è recato a Damasco, lunedì 7 settembre, dove ha incontrato il presidente siriano, Bashar al-Assad.

Come specificato dall’agenzia di stampa siriana SANA, l’incontro ha visto Lavrov a capo di una delegazione di alto livello, composta da diversi diplomatici e rappresentanti del panorama politico russo, tra cui il vice primo ministro, Yuri Borisov. Obiettivo del meeting è stato discutere dei legami di cooperazione bilaterale tra la Russia e il governo di Assad, alla luce degli sviluppi degli ultimi mesi. Entrambe le parti, riferisce SANA, si sono dette soddisfatte per i legami di collaborazione instaurati da Mosca e Damasco in diversi ambiti e si sono dette pronte a rafforzarli ulteriormente.

A livello economico, sono state prese in esame le modalità con cui attuare gli accordi già siglati dai due Paesi, e gli sforzi da profondere per porne in essere degli altri. Il fine ultimo è soddisfare gli interessi di entrambe le parti e, al contempo, far fronte alle ripercussioni di politiche sanzionatorie “coercitive” imposte da Stati terzi contro il popolo siriano. In particolare, le delegazioni hanno messo in luce l’importanza di attuare meccanismi in grado di consentire a Damasco di superare l’assedio e le pressioni di tipo economico.

Il riferimento va, in particolare, al Caesar Act, una legislazione elaborata da Washington che sanziona il regime siriano, incluso il presidente Assad, per i crimini di guerra commessi contro la popolazione siriana e colpisce industrie siriane, dal settore militare alle infrastrutture e all’energia, così come privati ed entità iraniane e russe che forniscono finanziamenti o altro tipo di assistenza al presidente siriano. Il Caesar Act, entrato in vigore il 17 giugno scorso, è stato firmato dal capo della Casa Bianca, Donald Trump, e approvato da entrambe le camere del Congresso nel mese di dicembre 2019.

Stando a quanto riportato da SANA, sul fronte politico la delegazione russa ha ribadito il sostegno di Mosca al governo siriano, sottolineando che questa continuerà a sostenere il Paese nel raggiungere i risultati prestabiliti, sebbene vi siano “Stati occidentali” che ostacolano accordi o intese che vanno a beneficio della popolazione siriana. La Russia, è stato affermato, continuerà ad impegnarsi per preservare l’integrità territoriale e la sovranità della Siria e per ristabilire il suo ruolo a livello internazionale.

Dal canto suo, il presidente Assad ha riferito che la Siria ha adottato e continuerà ad adottare un approccio flessibile a livello politico, il cui scopo è contrastare la minaccia terroristica e portare sicurezza e stabilità nel Paese mediorientale, in linea con le aspirazioni del popolo siriano. Parallelamente, Damasco ha mostrato il proprio apprezzamento per il ruolo svolto dall’alleato russo e per l’impegno mostrato a livello politico, economico e militare.

Il governo siriano, ha riportato SANA, è determinato a continuare la propria collaborazione con Mosca, così da favorire il successo degli investimenti russi nel Paese. Inoltre, Assad ha riferito di voler rafforzare ulteriormente i legami commerciali con Mosca ed ha esortato la controparte ad investire in aree economiche di rilievo, tra cui l’energia, così da raggirare delle sanzioni che hanno esacerbato un sistema economico già fragile e che potrebbero mettere a repentaglio i risultati raggiunti grazie al sostegno russo.

Secondo quanto riportato da al-Arabiya, sulla base di alcune fonti diplomatiche, i colloqui hanno riguardato altresì le modalità necessarie per proseguire sulla strada del dialogo politico e di una soluzione pacifica della crisi siriana. A detta di tale fonti, Lavrov è il portavoce di una visione globale ed inclusiva riguardante il processo politico, che comprende meccanismi volti ad attuare la risoluzione 2254, gli emendamenti costituzionali, una transizione politica e l’organizzazione di nuove elezioni.

La Russia ha rappresentato uno degli alleati chiave per il governo di Assad, affiancando le sue forze nella cornice di un perdurante conflitto, entrato nel suo decimo anno. Le tensioni in Siria hanno avuto inizio il 15 marzo 2011 e da allora non si sono più placate. Queste vedono contrapporsi gruppi di ribelli, sostenuti dalla Turchia, e le forze del presidente, coadiuvate da Mosca e sostenute dall’alleato iraniano.

Il 5 marzo scorso, il presidente russo, Vladimir Putin, ed il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, hanno concordato una tregua nella regione Nord-occidentale di Idlib, volta a favorire il ritorno degli sfollati e rifugiati siriani. Un altro punto dell’accordo prevede l’organizzazione di operazioni di pattugliamento congiunte tra Mosca e Ankara, da effettuarsi prevalentemente presso l’’autostrada M4, a circa 30 km dal confine meridionale della Turchia. Nonostante l’accordo russo-turco, sporadiche violazioni della tregua hanno più volte sollevato il timore di una nuova offensiva soprattutto a Idlib, ultima roccaforte posta ancora sotto il controllo dei gruppi ribelli.

 


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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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