L’Egitto in trattative per vendere energia elettrica in Africa e in Europa

Pubblicato il 7 settembre 2020 alle 19:33 in Africa Egitto Europa

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L’Egitto ha avviato una serie di colloqui volti ad elaborare piani per vendere elettricità all’Europa e all’Africa, nel tentativo di diventare un hub regionale di esportazione di energia elettrica. Secondo quanto rivelato dal capo di THARAA, il fondo sovrano egiziano, Ayman Soliman, il governo del Cairo ha deciso di puntare sul vantaggio competitivo di produttore di energia rinnovabile a basso costo. La nazione, che ha un surplus di elettricità, vede i Paesi del Nord, “assetati di potere” a detta di Soliman, come possibili clienti. L’Egitto potrebbe rifornire l’Europa tramite un cavo sottomarino che collegherebbe il Paese a Cipro o alla Grecia.

“Siamo in trattative con investitori infrastrutturali europei, consulenti e commercianti di energia per valutare la fattibilità e la domanda”, ha detto Soliman in un’intervista al Cairo. “Le esportazioni potrebbero far diventare l’Egitto un hub di fornitura rinnovabile a lungo termine per l’Europa”, ha aggiunto.

Il Paese nordafricano che sta già diventando una riserva di gas naturale dopo le scoperte offshore, utilizza da tempo impianti a gas ed energia idroelettrica e sta aumentando l’uso di altre fonti rinnovabili. Circa l’8,6% dell’energia elettrica del Paese proviene da questo tipo di fonti e, entro il 2022, il Paese punta a raggiungere il 20% per poi aspirare a raddoppiare entro il 2035.

La capacità dell’Egitto è stata rafforzata negli ultimi anni da tre centrali elettriche co-costruite da Siemens AG, dalla realizzazione di un parco solare da 4 miliardi di dollari nel sud, Benban, uno dei più grandi al mondo, e dalla costruzione di un parco eolico. Il Paese, inoltre, ha firmato un accordo da 30 miliardi di dollari con la Russia nel 2017 per costruire la prima centrale nucleare del Nord Africa, con una capacità di 4,8 gigawatt.

Il surplus di energia segna una svolta rispetto al 2013, quando l’Egitto lottava per soddisfare la domanda di elettricità dalla sua popolazione in rapida crescita. Interruzioni croniche hanno contribuito ad alimentare la rabbia contro il governo del presidente islamista Mohamed Morsi, culminata con la sua cacciata durante una rivolta popolare sostenuta dai militari, il 3 luglio 2013.

Già collegato alla Libia e alla Giordania, secondo Soliman, l’Egitto sta anche cercando di rifornire le economie emergenti sulla sua sponda del Mediterraneo. “Stiamo identificando gli attori rilevanti in Africa con cui collaborare o lavorare e siamo in trattative con alcuni fondi sovrani”, ha affermato il CEO di THARAA, rifiutandosi di specificare i Paesi o le istituzioni con cui sta valutando collaborazioni.

Lo scorso anno l’Egitto ha firmato con Cipro e Grecia un primo accordo sull’Interconnector EuroAfrica. “Il fondo è in contatto con i commercianti di energia per trovare controparti che possano investire insieme a noi e sviluppare la linea di trasmissione”, ha detto Soliman. Secondo il sito web di EuroAfrica, la prima tappa della linea Egitto-Cipro-Grecia dovrebbe costare 2,5 miliardi di euro e dovrebbe entrare in servizio entro dicembre 2023, con una capacità di trasmissione iniziale di 1.000 megawatt.

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Chiara Gentili

di Redazione

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