La guerra tra Trump e l’Atlantic sui soldati statunitensi

Pubblicato il 7 settembre 2020 alle 21:11 in USA e Canada

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Una rivista statunitense, l’Atlantic, ha pubblicato un articolo in cui 4 fonti anonime raccontano il presunto disprezzo del presidente, Donald Trump, per i soldati statunitensi deceduti in battaglia, che sarebbero stati definiti dei “perdenti”. Anche il Washington Post ha poi confermato tali accuse. 

L’articolo dell’Atlantic è stato pubblicato il  3 settembre e la notizia è circolata immediatamente in tutti gli Stati Uniti, generando reazioni molto forti. I democratici – tra cui il candidato alla presidenza democratica Joe Biden – hanno immediatamente condannato Trump per il suo presunto comportamento e la Casa Bianca ha avviato un’aggressiva campagna per respingere l’articolo, a cui ha partecipato lo stesso presidente.

“Pensare che farei dichiarazioni negative sui nostri militari quando nessuno ha fatto quello che ho fatto io, con i bilanci e il budget militare”, ha affermato Trump la sera del 3 settembre, al ritorno da una manifestazione elettorale in Pennsylvania. “Stiamo lavorando su aumenti di stipendio per i militari. È una situazione vergognosa, da una rivista che è una rivista terribile, non la leggo”, ha aggiunto. La mattina del 4 settembre, Trump ha continuato la sua difesa su Twitter. “L’Atlantic sta morendo, come la maggior parte delle riviste, quindi inventano una storia falsa per acquisire una certa rilevanza”, ha scritto. “La storia è già stata confutata, ma questo è ciò contro cui dobbiamo confrontarci. Proprio come il Fake Dossier. Combatti e combatti, e poi la gente si rende conto che è stata una frode totale!”, ha aggiunto. 

Anche il team del presidente ha subito commentato. Il consigliere per la Sicurezza Nazionale degli Stati Uniti, Robert O’Brien, ha riferito ai giornalisti: “Non troverai nessuno che sia più comprensivo della situazione dei militari del presidente”. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha dichiarato a Fox News di non aver mai sentito il presidente usare le parole usate nell’articolo. Jeffrey Goldberg, autore del pezzo sull’Atlantic, è rimasto fedele al suo articolo in un’apparizione al “New Day” della CNN la mattina del 4 settembre. “Rimango fedele ai miei rapporti”, ha dichiarato. “Ho più fonti che mi dicono che questo è quello che è successo, e quindi lo sostengo”, ha aggiunto. 

Goldberg insiste che la storia sia vera. Trump afferma con forza il contrario. Tuttavia, alcuni altri elementi possono andare a sfavore del presidente degli Stati Uniti, in questo momento. Per esempio, il 5 settembre, un ex alto funzionario dell’amministrazione ha confermato alla CNN che Trump ha fatto riferimento ai membri del servizio militare degli Stati Uniti seppelliti presso il cimitero di Aisne-Marne, in Francia, con parole dispregiative, durante un viaggio effettuato nel novembre del 2018, per commemorare il 100 ° anniversario della fine della prima guerra mondiale. Anche Fox News, il New York Times, il Washington Post e l’Associated Press hanno confermato parti del servizio della rivista.

Inoltre, l’insistenza di Trump sul fatto che non avrebbe mai detto nulla di denigratorio su un veterano militare o sui militari più in generale è smentita da alcune parole del presidente stesso. Nel 2015, poco dopo essere entrato ufficialmente nella corsa presidenziale repubblicana del 2016, Trump ha denigrato il defunto senatore dell’Arizona, John McCain, usando queste parole: “Non un eroe di guerra. È un eroe di guerra perché è stato catturato. Io preferisco le persone che non vengono catturate”. “Non mi piacciono i perdenti”, aveva dichiarato nella stessa. McCain è stato tenuto prigioniero dai vietnamiti del Nord per più di 5 anni. Le ferite che ha subito a causa delle torture durante la sua prigionia lo hanno reso incapace di alzare le braccia sopra la testa – tra le altre malattie – per il resto della sua vita.

Le notizie riguardanti il presunto disprezzo per Trump dei soldati caduti in battaglia potrebbero colpire duramente il presidente in questa difficile campagna elettorale, che lo vede ancora in svantaggio rispetto al suo sfidante democratico. Sebbene vadano lette con attenzione, per una serie di ragioni, le medie dei principali sondaggi aggregati fornite da RealClearPolitics ci dicono che il presidente è indietro rispetto a Biden. Lo stacco è di diversi punti percentuali in tutti gli Stati in bilico, tranne l’Ohio, dove Trump ha un vantaggio pari al 1.9%. Gli Stati in cui Biden è in vantaggio, secondo i sondaggi, sono invece Florida, Pennsylvania, Michigan, North Carolina, Arizona, Wisconsin. Tuttavia, la partita è ancora aperta fino al voto di novembre e le conseguenze dell’attuale clima politico statunitense e globale sono estremamente difficili da prevedere. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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