Kosovo-Serbia: riprendono i colloqui in seno all’Unione Europea

Pubblicato il 7 settembre 2020 alle 18:01 in Europa Kosovo Serbia

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I leader del Kosovo e della Serbia si sono incontrati a Bruxelles, lunedì 7 settembre, e hanno rinnovato il loro impegno a riprendere i colloqui, in seno all’UE, per migliorare le relazioni diplomatiche bilaterali. Il colloquio tra il presidente serbo, Aleksander Vucic, e il primo ministro del Kosovo, Avdullah Hoti, si è svolto pochi giorni dopo la notizia dell’accordo Pristina-Belgrado, mediato dall’intervento del presidente americano Donald Trump. Il patto ha stabilito la normalizzazione dei reciproci rapporti economici e ha aperto la strada al rilancio delle relazioni diplomatiche con Israele, impegnando la Serbia a spostare la propria ambasciata a Gerusalemme e il Kosovo a riallacciare i legami con Tel Aviv. L’Unione Europea ha avvertito, tuttavia, che una simile mossa potrebbe minare le speranze di adesione al blocco di Pristina e Belgrado.

Secondo una dichiarazione dell’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, le discussioni tra i due Paesi dei Balcani includono l’apertura del transito ferroviario e stradale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Il presidente Vucic e il primo ministro Hoti hanno affermato di “attribuire la massima priorità all’integrazione nell’UE e alla prosecuzione del lavoro sul dialogo Belgrado-Pristina, che è un elemento chiave dei rispettivi percorsi nell’UE”. I due leader hanno anche affermato di “essersi impegnati a raddoppiare i loro sforzi per garantire un ulteriore allineamento all’Unione in conformità con i loro rispettivi obblighi”.

Lunedì 7 settembre, entrambe le parti hanno affermato che l’accordo firmato attraverso la mediazione USA potrebbe fornire “un utile contributo” al futuro dialogo globale. Tuttavia, secondo gli esperti, i colloqui di Washington hanno riguardato di più la campagna di Trump in vista delle prossime elezioni presidenziali che la garanzia di una pace tra Kosovo e Serbia. “E ‘stato principalmente per la campagna elettorale di Trump, che ha un enorme bisogno di vittorie in politica estera”, ha riferito l’analista dei Balcani, Đorđe Bojović ad Euronews. “Il cosiddetto accordo di Washington non è un vero e proprio accordo, manca chiaramente un quadro politico”, ha aggiunto.

L’UE, dal canto suo, ha messo in guardia la Serbia e il Kosovo sui loro rapporti con gli Stati Uniti, invitandoli a non minacciare la politica di lunga data del blocco europeo, secondo la quale sono necessari negoziati di pace più ampi tra Israele e Palestina sullo status di Gerusalemme. “Non esiste uno stato membro dell’UE con un’ambasciata a Gerusalemme”, ha detto lunedì il portavoce della Commissione europea, Peter Stano. “Qualsiasi passo diplomatico che possa mettere in discussione la posizione comune dell’UE su Gerusalemme è motivo di grave preoccupazione e rammarico”, ha specificato.

Il Kosovo, a maggioranza albanese, ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, dopo una campagna di bombardamenti guidata dalla NATO per fermare la guerra etnica. La Serbia, sostenuta dalla sua grande alleata cristiana, slava e ortodossa, la Russia, non riconosce l’indipendenza del Kosovo, precondizione fondamentale per la futura adesione di Belgrado all’Unione Europea.

Il consigliere USA per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, che ha partecipato alle riunioni per la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado, ha affermato che l’accordo sull’espansione dei legami economici tra i due Paesi potrebbe aprire la strada a soluzioni politiche future. Lunedì 31 agosto, un alto funzionario dell’UE ha rivelato che i negoziati guidati dall’UE, interrotti nel 2018 ma ripresi a luglio 2020, potrebbero portare a un accordo entro pochi mesi.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti erano stati precedentemente fissati a giugno, ma ritardati dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, era stato incriminato per presunti crimini di guerra durante la rivolta del 1998-99 contro il dominio serbo e le sue conseguenze. Thaci, tuttavia, ha sempre negato le accuse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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