Libia: Haftar viola la tregua, il Marocco ospita le fazioni rivali

Pubblicato il 6 settembre 2020 alle 11:00 in Libia Marocco

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L’esercito del Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli ha rivelato, il 6 settembre, di aver subito un attacco missilistico da parte dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) del generale Khalifa Haftar, nel corso della sera precedente. Così facendo, Haftar avrebbe violato il cessate il fuoco annunciato lo scorso 21 agosto dal premier GNA, Fayez Al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh. Questi ultimi, intanto, avrebbero organizzato consultazioni in Marocco tra due delegazioni dei rispettivi governi, per negoziare la fine del perdurante conflitto che affligge la Libia dal 15 febbraio 2011.

L’attacco di Haftar è stato denunciato da fonti interne alle milizie di Tripoli all’agenzia di stampa turca Anadolu e, secondo quanto riportato, è stato sferrato utilizzando lanciarazzi di tipo Grad che hanno sganciato circa 10 missili contro postazioni dell’esercito del GNA. L’attacco non avrebbe però né causato vittime, né danneggiato l’equipaggiamento delle milizie di Tripoli.  Già il 27 agosto, le forze del GNA avevano denunciato una prima violazione del cessate il fuoco da parte delle milizie di Haftar che, in quell’occasione, avevano attaccato postazioni del GNA a Ovest di Sirte, coadiuvate dai mercenari del gruppo russo Wagner.

Il cessate il fuoco in atto, oltre all’indizione di nuove elezioni, prevedrebbe, per al-Sarraj, la smilitarizzazione della città costiera di Sirte e della base aerea di al-Jufra, che, negli ultimi mesi, hanno rappresentato i due principali fronti di battaglia tra GNA e LNA, il quale ne detiene il controllo.  Haftar, però, a differenza di Saleh, ha respinto la tregua e affermato che le sue armate non si sarebbero ritirate pacificamente né da Sirte, né da al-Jufra. Per il portavoce del LNA, Ahmed al-Mismari, il cessate il fuoco sarebbe una mossa strategica volta a “gettare fumo negli occhi” sui Paesi della comunità internazionale, dal momento che la Turchia, principale sostenitrice del GNA, si starebbe ancora preparando ad attaccare le due località, con navi e fregate. Negli ultimi mesi, Ankara e Tripoli avevano più volte minacciato di prendere Sirte e al-Jufra con la forza, scatenando la reazione degli alleati di Haftar, primo fra tutti l’Egitto che si era detto pronto ad intervenire se le due postazioni fossero state attaccate.

La stessa agenzia Anadolu, il 5 settembre, aveva riportato una dichiarazione rilasciata in forma anonima da un funzionario libico, secondo la quale il Parlamento di Tobruk e il GNA avrebbero avviato consultazioni sulla crisi libica in Marocco e in altri luoghi. Secondo la fonte, a tali negoziati, prenderanno parte, in un secondo momento, lo stesso Saleh e il capo dell’Alto Consiglio di Stato della Libia, Khalid al-Mishri, il cui ufficio stampa già il 4 settembre aveva rivelato che era in corso un incontro informale in Marocco tra una delegazione della Camera dei Rappresentanti di Tobruk e una dell’Alto Consiglio di Stato. Anche alcuni media marocchini avrebbero poi rivelato che nel corso della prossima settimana Al-Meshri e Saleh si incontreranno a Rabat.

Lo scorso 26 luglio, i due si erano già recati separatamente in Marocco per confrontarsi sulla ricerca di una soluzione politica al conflitto su invito del presidente della Camera dei rappresentanti di Rabat, Habib Al-Maliki. Il Marocco è considerato uno dei mediatori strategici del conflitto libico, insieme ad Algeria e Tunisia, essendo stato promotore degli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, considerati la base per la futura risoluzione del conflitto e con i quali era stato formato il GNA sotto l’egida dell’Onu, ma che sono poi scaduti il 17 dicembre 2017. Rabat si è sempre detta contraria all’intervento straniero in Libia, considerato una violazione della sovranità dello Stato, e si sta adoperando perché venga raggiunto un accordo che consenta la pacificazione del Paese.

In Libia è in atto una lunga guerra civile iniziata il 15 febbraio 2011 a cui ha fatto seguito, nell’ottobre dello stesso anno, la caduta del regime dittatoriale di Muammar Gheddafi. Da tale evento in poi, il Paese non è mai riuscito a realizzare una transizione democratica e, al momento, le parti in lotta sono il GNA Tripoli e l’LNA di Tobruk appoggiate da diversi attori internazionali. Il governo di Sarraj è riconosciuto dall’Onu, dall’Italia, dal Qatar e dalla Turchia mentre quello di

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Camilla Canestri

di Redazione

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