Tensioni Cina-India: incontro dei ministri della Difesa, Trump vuole mediare

Pubblicato il 5 settembre 2020 alle 11:00 in Cina India

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I ministri della difesa cinese e indiano, Wei Fenghe e Rajnath Singh, si sono incontrati a Mosca il 4 settembre, a margine di un meeting tra i Paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, e hanno parlato delle tensioni in corso tra i rispettivi eserciti lungo la Linea di Controllo effettivo (LAC), il confine de facto tra i due Paesi. Nella stessa giornata, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è offerto come mediatore per aiutare Cina e India a risolvere tali dispute.

L’agenzia di stampa cinese Xinhua, il 5 settembre, ha pubblicato un resoconto dell’incontro avvenuto tra Wei e Singh, durante il quale, il ministro della Difesa cinese ha affermato che le relazioni tra India e Cina e i rispettivi eserciti sono state gravemente influenzate dalle recenti problematiche di confine e che, per questo, è importante che i rispettivi ministri della Difesa si confrontino apertamente e di persona. Wei ha quindi accusato l’India di essere l’unica responsabile delle tensioni lungo la LAC, aggiungendo che Pechino non ha alcuna intenzione di perdere neanche un centimetro del proprio territorio. Il ministro cinese ha dapprima messo in guardia la controparte affermando che l’Esercito della Cina è assolutamente pronto a proteggere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale del Paese, ma, successivamente, ha anche specificato che le parti dovrebbero risolvere la questione attraverso il dialogo, focalizzandosi sui  rapporti bilaterali e sulla pace e la stabilità regionali, collaborando per calmare la situazione quanto prima.

Sempre secondo Xinhua, il ministro della Difesa indiano avrebbe concordato sulla “vitale importanza” della pace al confine e per questo avrebbe sottolineato che i canali di dialogo attivati a tutti i livelli, tra cui quello militare e diplomatico sono fondamentali. Anche Singh avrebbe poi affermato la necessità di un ridimensionamento delle tensioni che possa riportare sui giusti binari le relazioni tra i due Paesi ed eserciti quanto prima. Al momento, Nuova Delhi non ha rilasciato informazioni ufficiali sull’incontro, ad eccezione di un Tweet dello stesso ministro in cui è stato specificato che l’incontro è durato due ore e venti minuti.

Quello tra i due ministri della Difesa è stato il primo dialogo organizzato tra membri della leadership politica dei due Paesi dal riaccendersi delle tensioni lungo la LAC lo scorso 5-6 maggio, quando si sono verificati i primi e sporadici scontri fisici tra i rispettivi eserciti nella zona del passo di Nathu La, nello Stato indiano del Sikkim . Le ostilità sono poi culminate il successivo 15 giugno, quando un’ulteriore lotta si è risolta con la morte di almeno 20 soldati indiani nella valle di Galwan, situata tra l’area di Aksai Chin, amministrata dalla Cina, e il territorio indiano di Ladakh. In tale scontro, il più letale dal 1962, secondo fonti indiane, avrebbero perso la vita anche alcuni soldati cinesi ma Pechino non ha mai confermato la notizia né fornito un numero di vittime. Le motivazioni che hanno scatenato gli scontri sarebbero state sconfinamenti nel territorio dell’altro, lamentati da entrambe le parti e la costruzione di infrastrutture sul territorio, che è stata anch’essa denunciata sia dalla Cina, sia dall’India. Dopo aver inizialmente intensificato la presenza dei rispettivi eserciti lungo la LAC, Pechino e Nuova Delhi hanno organizzato più round di negoziati a vari livelli senza però produrre ancora risultati decisivi.

Il 4 settembre, la Cina ha ribadito di sperare che l’India si attenga agli accordi raggiunti, rafforzando effettivamente il controllo delle truppe di frontiera e impedendo loro di oltrepassare la LAC per provocazione, adottare qualsiasi azione che possa esacerbare la situazione e di speculare sulla questione diffondendo informazioni “avverse”. L’ultimo momento di tensione nella vicenda di frontiera sino-indiana risale allo scorso 31 agosto, quando l ’Esercito indiano ha dichiarato di aver sventato un tentativo di intrusione da parte delle truppe cinesi nel proprio lato della LAC due giorni prima, sulla sponda meridionale del lago Pangong Tso,un bacino che si estende dal territorio indiano di Ladakh fino alla regione autonoma del Tibet cinese e che è attraversato dalla LAC, ma Pechino ha smentito categoricamente l’accusa.

Per quanto riguarda il territorio del bacino in questione, Cina e India ne rivendicano entrambe in toto la riva settentrionale ma quella meridionale sarebbe invece controllata dalle forze di Nuova Delhi. Al momento, il lago sarebbe uno dei maggiori punti di stallo nei negoziati per la distensione delle ostilità di confine, in quanto, secondo fonti indiane, la Cina si rifiuterebbe di ritirare le proprie truppe dalla cosiddetta Finger Area, ossia da otto alture che si affacciano sulla sponda settentrionale del lago. In particolare, nel corso degli ultimi mesi di tensioni, alcune truppe cinesi sarebbero state posizionate sull’altura numero 4, detta appunto Finger 4, che si affaccia sulle postazioni indiane nella riva settentrionale del lago e la Cina si starebbe rifiutando di ritirarle. Prima che i cinesi si istallassero a Finger 4, l’esercito di Nuova Delhi era solito compiere pattugliamenti da lì fino a Finger 8, che dista 8 km, i quali sono considerati territorio indiano.

Nella stessa giornata del 4 settembre, durante una conferenza stampa, Trump ha affermato che gli USA sarebbero pronti ad aiutare Cina e India a risolvere la disputa di confine sostenendo che la situazione sia diventata particolarmente “complicata” e che le parti starebbero affrontando la questione in modo ben più aggressivo di quanto molte persone si siano rese conto. Tuttavia, una fonte interna al governo americano ha rivelato a Reuters che Washington non ritiene che le dispute di confine in corso possano sfociare in un conflitto.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.