Serbia e Kosovo normalizzano le relazioni economiche

Pubblicato il 5 settembre 2020 alle 7:36 in Kosovo Serbia

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La Serbia e il Kosovo hanno deciso di normalizzare i reciproci rapporti economici. È quanto ha dichiarato, venerdì 4 settembre, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, accogliendo con favore quello che ha definito “uno dei più importanti passi in avanti” da quando il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza dalla Serbia, nel 2008. Parlando dallo Studio Ovale, dove erano riuniti i leader di entrambi i Paesi, Trump ha poi aggiunto che Belgrado si è impegnata a spostare la sua ambasciata a Gerusalemme e, dal canto suo, il Kosovo e Israele hanno deciso di normalizzare anche i loro legami e di stabilire relazioni diplomatiche.

Il presidente serbo, Aleksander Vucic, ha detto ai giornalisti che ci sono ancora molte differenze che dividono Serbia e Kosovo, ma l’accordo di venerdì, a detta del leader, rappresenta un enorme passo avanti. Il primo ministro di Pristina, Avdullah Hoti, ha affermato che l’accordo potrebbe portare al riconoscimento reciproco tra i due Paesi.

“La Serbia e il Kosovo si sono impegnate per la normalizzazione economica delle loro relazioni”, ha dichiarato Trump. “Concentrandosi sulla creazione di nuovi posti di lavoro e sulla crescita economica, i due Paesi sono stati in grado di raggiungere un importante successo”, ha aggiunto. L’annuncio è arrivato dopo due giorni di colloqui di alto livello tra i leader dei due Paesi della penisola balcanica e i funzionari di Trump. La dichiarazione di venerdì segue lo storico accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti, firmato il 13 agosto scorso, in base al quale Abu Dhabi e Tel Aviv hanno stabilito di normalizzare i loro rapporti e riprendere a cooperare. Anche questa intesa, nota con il nome di “Accordo Abraham”, è stata raggiunta grazie alla mediazione degli Stati Uniti e dell’amministrazione Trump.

Il Kosovo, a maggioranza albanese, ha dichiarato l’indipendenza dalla Serbia nel 2008, dopo una campagna di bombardamenti guidata dalla NATO per fermare la guerra etnica. La Serbia, sostenuta dalla sua grande alleata cristiana, slava e ortodossa, la Russia, non riconosce l’indipendenza del Kosovo, precondizione fondamentale per la futura adesione di Belgrado all’Unione Europea.

Il consigliere USA per la sicurezza nazionale, Robert O’Brien, che ha partecipato alle riunioni per la normalizzazione delle relazioni tra Pristina e Belgrado, ha affermato che l’accordo sull’espansione dei legami economici tra i due Paesi potrebbe aprire la strada a soluzioni politiche future. Lunedì 31 agosto, un alto funzionario dell’UE ha rivelato che i negoziati guidati dall’UE, interrotti nel 2018 ma ripresi a luglio 2020, potrebbero portare a un accordo entro pochi mesi.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti erano stati precedentemente fissati a giugno, ma ritardati dopo che il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, era stato incriminato per presunti crimini di guerra durante la rivolta del 1998-99 contro il dominio serbo e le sue conseguenze. Thaci, tuttavia, ha sempre negato le accuse.

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Chiara Gentili

di Redazione

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