Rivista americana definisce nuova arma russa “killer dei carri armati occidentali”

Pubblicato il 4 settembre 2020 alle 6:11 in Russia

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Il complesso anticarro russo di prospettiva “Hermes” potrebbe diventare un “killer” di carri armati occidentali. Questa opinione è stata espressa in un articolo per la rivista The National Interest dall’editorialista Peter Suciu.

Il sistema missilistico Hermes per armi guidate a lungo raggio dell’Instrument Design Bureau è stato presentato durante il forum Army-2020.

L’autore attira l’attenzione sul fatto che il complesso è dotato di missili supersonici a lungo raggio in grado di distruggere un carro armato occidentale con una probabilità di quasi il 100%. Le nuove granate sono in grado di volare a oltre quattro volte la velocità del suono.

Secondo Suciu, il complesso occuperà sicuramente un posto di rilievo tra munizioni di alta precisione e sistemi antiaerei.

Hermes ha un modulo di combattimento compatto con lanciatori per sei missili ed è progettato per sparare contro sei bersagli contemporaneamente. La testata di ogni missile contiene elementi altamente esplosivi e contiene venti chilogrammi di TNT. La sua gittata, inoltre, può raggiungere i 100 chilometri.

Hermes può essere utilizzato contro veicoli corazzati nemici, centri di comando, centri di comunicazione, depositi. Il modulo di combattimento è installabile su qualsiasi telaio, compresi mezzi corazzati. Il complesso, dotato di un sistema autonomo “spara e dimentica”, è anche in grado di colpire bersagli quando guidato da un drone e da piattaforme offshore.

Il complesso include diversi veicoli aerei senza pilota per la ricognizione e la guida, che forniscono il rilevamento e l’illuminazione del bersaglio.

Secondo l’editorialista Peter Suciu, il complesso potrebbe diventare una svolta nel campo delle armi anticarro. Sempre secondo Suciu, rispetto ad Hermes, il complesso anticarro americano Javelin sembra essere decisamente antiquato. 

Non è la prima volta che riviste straniere, incluse quelle statunitensi, elogiano le caratteristiche degli armamenti russi. È il caso, ad esempio, dei ben noti S-400 e della loro più recente versione aggiornata, gli S-500, il cui acquisto da parte della Turchia ha provocato non poche tensioni nell’ultimo anno.

Risale a dicembre 2017 l’accordo firmato da Mosca e Ankara, per un valore di 2,5 miliardi di dollari, per la consegna dei sistemi antiaereo. Le consegne sono iniziate il 12 luglio.

In precedenza Washington aveva escluso la Turchia dal programma di produzione dei caccia F-35 e aveva minacciato ulteriori sanzioni per l’acquisto dei sistemi missilistici antiaerei russi.

Gli Stati Uniti, così come gli altri Paesi della NATO, temono che se Ankara avrà a disposizione sia gli S-400 che i caccia americani di quinta generazione F-35, i radar delle unità di contraerea russe impareranno a calcolare e tracciare gli aerei statunitensi. Per questa ragione Washington aveva minacciato di cancellare il processo di vendita dei caccia americani dando un ultimatum ad Ankara: “o gli S-400 o gli F-35”.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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