Hacker russi attaccano Ospedale di Barcellona e chiedono riscatto

Pubblicato il 4 settembre 2020 alle 9:42 in Russia Spagna

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Alcuni hacker russi hanno attaccato il sistema informatico dell’Ospedale Moisès Broggi di Sant Joan Despi (Barcellona) e hanno chiesto un riscatto per liberare i server bloccati, secondo quanto riportano i media catalani.

L’attacco, chiamato ransomware non ha interessato il sistema informatico principale, bensì molti sistemi secondari, una pratica comunemente in uso da parte degli hacker il cui unico obiettivo è chiedere soldi alla vittima dell’attacco. Interessa in particolare il sistema telefonico e quello di posta elettronica aziendale. Il centro sanitario barcellonese ha rifiutato di pagare l’estorsione e, grazie all’intervento dei tecnici dell’Agenzia catalana per la sicurezza informatica, sta gradualmente recuperando i servizi.

Il software dannoso lanciato dalla Russia domenica 2 settembre è entrato in diversi server dell’Ospedale Moisès Broggi, ha crittografato le informazioni rendendole inaccessibili al personale dell’ospedale. Lunedì 3 settembre, con i sistemi colpiti in pieno, gli hacker hanno chiesto il riscatto

La dirigenza del Moisès Broggi conferma che si tratta di un attacco grave, ma che non ha penetrato informazioni sensibili o dati riservati di pazienti o professionisti. D’altra parte, ha colpito i sistemi secondari, come l’imaging radiologico, e anche la posta aziendale e il servizio telefonico funzionano con difficoltà.

In alcune dichiarazioni alla radio RAC1, la principale radio privata in lingua catalana, il direttore dell’Agenzia catalana per la sicurezza informatica, Oriol Torruella, che sta partecipando al ripristino del sistema, ha spiegato che le misure di prevenzione a disposizione dell’ospedale hanno permesso di limitare l’impatto dell’attacco. Ha aggiunto che è possibile lavorare sul ripristino dei sistemi bloccati senza pagare il riscatto, sebbene questo richieda tempo.

Sebbene per motivi di sicurezza Torruella non abbia specificato i soldi richiesti in questo attacco, ha fatto notare che nel 2019 la media dei riscatti richiesti in casi simili era di circa 85.000 dollari e che trattandosi di un ospedale e di sistemi informatici più rilevanti e complessi “è possibile che venga richiesta una cifra molto più alta”.

“Stiamo parlando di criminalità organizzata. Gli ospedali utilizzano sistemi digitali e i criminali cercano, attraverso attacchi informatici, di estorcere denaro alle vittime e ottenere vantaggi economici” – ha spiegato Torruella, che ha aggiunto che l’attacco potrebbe essere “critico” in quanto l’obiettivo è un ospedale e l’attacco è avvenuto nel bel mezzo della pandemia di coronavirus. In altre parole, ha spiegato l’alto funzionario catalano, se il Moisès Broggi avesse pagato il riscatto gli hacker avrebbero potuto sentirsi forti da attaccare centri covid in tutta la Spagna.

Il direttore dell’Agenzia catalana per la sicurezza informatica ha sottolineato che l’attacco non può essere attribuito a nessun errore nel sistema di sicurezza del centro, ma alla raffinatezza e alla competenza degli aggressori. Allo stesso modo, ha evidenziato che questo tipo di attacco non mira a sottrarre informazioni private e ha sottolineato che le prime indagini indicano che non è stato possibile accedere ai dati dal centro. “I servizi di supporto tecnologico a disposizione dell’ospedale e delle proprie équipe, in collaborazione con noi, stanno rimettendo in funzione tutti gli impianti ed è possibile che nei prossimi giorni vengano riportati alla normalità” – ha concluso Torruella.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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