Caso Navalny: l’UE considera nuove sanzioni contro la Russia

Pubblicato il 4 settembre 2020 alle 16:23 in Europa Russia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’Unione Europea ha annunciato che potrebbe decidere di introdurre nuove sanzioni su Mosca in seguito alla conferma di avvelenamento, fornita dalla Germania, del leader dell’opposizione russa, Aleksej Navalny. Secondo quanto specificato da fonti diplomatiche del blocco, Bruxelles attenderà tuttavia che vengano individuati i colpevoli effettivi, prima di procedere a misure punitive contro la Russia.

Il portavoce della Commissione europea, Peter Stano, ha dichiarato, giovedì 3 settembre, che Mosca ha bisogno di condurre un’indagine credibile e indipendente per assicurare alla giustizia gli autori del tentato omicidio. In più, il funzionario ha sottolineato che il blocco europeo deciderà come agire in base ai prossimi passi della Russia. Ad oggi, Mosca continua a negare il coinvolgimento nell’incidente e ha esortato l’Occidente a non affrettarsi ad emettere una sentenza.

“Non è normale e non è accettabile che qualcuno sia oggetto di un tentato omicidio con un agente chimico di livello militare che non dovrebbe essere liberamente disponibile e non dovrebbe circolare nella nostra società o in quella russa”, ha affermato Stano. Rispondendo alle domande sull’eventuale risposta del blocco europeo, il funzionario ha detto: “È difficile parlare di punizione in questa fase se non si hanno ancora i responsabili”. Più tardi, però, Stano ha precisato che l’Unione avrebbe già iniziato a valutare quali possibili misure intraprendere.

“Ci vorrà un po’ di tempo e molto probabilmente ci dirigeremo verso le sanzioni”, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters un alto diplomatico dell’UE, che ha preferito rimanere anonimo. In una dichiarazione rilasciata nella tarda serata di giovedì 3 settembre, a nome di tutti i 27 Stati membri dell’UE, l’Alto Rappresentante per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza del blocco, Josep Borrell, ha invitato Mosca a collaborare con l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche in un’indagine internazionale.

L’UE, che richiede l’unanimità di tutti i suoi membri per imporre sanzioni, ha già messo in atto misure restrittive su Mosca per via delle turbolenze causate in Ucraina. L’Unione, in particolare, ha colpito i settori energetico, finanziario e degli armamenti russi dopo che Mosca ha annesso la Crimea nel 2014 e ha continuato a sostenere i ribelli che combattevano le truppe di Kiev nell’Est del Paese. Un altro blocco di sanzioni inserisce nella lista nera dell’UE le persone e le aziende che Bruxelles ha considerato determinanti nella diffusione del caos in Ucraina. Aggiungere altri nomi all’elenco sarebbe l’opzione più rapida e semplice per l’Unione, che possiede un regime di sanzioni separato per l’uso e la proliferazione di armi chimiche indipendentemente dalla nazionalità o dal luogo di provenienza.

Sul caso di Navalny, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha riferito, mercoledì 2 settembre, che l’oppositore, attualmente ricoverato in terapia intensiva presso un ospedale di Berlino, è stato avvelenato tramite l’agente nervino chimico della famiglia Novichok. Le sue condizioni sono gravi, ma non è in pericolo di vita, hanno assicurato i medici. Il 22 agosto, l’uomo era stato trasferito a Berlino dall’ospedale della città siberiana di Omsk, dopo essere stato ricoverato per un malore che aveva costretto a un atterraggio di emergenza il volo da Tomsk a Mosca, sul quale viaggiava. Nevalny si era recato nella città siberiana per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre, a Mosca.

Con la notizia dell’avvelenamento, è aumentata la pressione sulla cancelliera tedesca per spingerla a riconsiderare il progetto del gasdotto Nord Stream 2, che collegherà Mosca e Berlino portando il gas dalla Russia alla Germania. “Dobbiamo perseguire una politica dura, dobbiamo rispondere con l’unica lingua che il presidente russo Vladimir Putin capisce, cioè le vendite di gas”, ha detto, giovedì 3 settembre, Norbert Roettgen, il capo, di orientamento conservatore, della commissione parlamentare per gli affari esteri della Germania. L’uomo aveva già dichiarato che il completamento del Nord Stream 2 “avrebbe rappresentato una grande conferma e un grande incoraggiamento per Putin permettendogli di continuare questo tipo di politica”.

 Il Nord Stream 2, dal valore di 10 miliardi di euro, passerà per il Mar Baltico, collegando i produttori russi con gli utenti europei, per una lunghezza di più di 1200 km. La capacità di carico sarà di 55 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il progetto è stato realizzato dalla compagnia russa Gazprom in collaborazione con le aziende europee Engie, Uniper OMV, Shell, Wintershall. L’opera, ancora in fase di completamento, è destinata ad entrare in funzione a partire dall’inizio del 2021 e raddoppierà le spedizioni di gas naturale russo verso la Germania, la più grande economia dell’UE. Berlino, nonostante le differenze politiche con la Russia, considera il Nord Stream 2 una fonte di energia più stabile e pulita, che permetterà al Paese di allontanarsi dal carbone e dall’energia nucleare.

Il progetto ha diviso l’Unione Europea, con alcuni membri che ritengono possa minare il tradizionale passaggio di gas attraverso l’Ucraina e aumentare la dipendenza energetica del blocco dalla Russia. Anche gli Stati Uniti, desiderosi di aumentare le vendite di gas naturale liquefatto in Europa, si oppongono al gasdotto e hanno preso di mira alcune società coinvolte nel progetto con pesanti sanzioni. Non è ancora chiaro se la Merkel, che è sempre stata salda nel sostenere il Nord Stream 2, deciderà di piegarsi o meno alle pressioni.

Dimostrando di non avere alcuna fretta nel prendere decisioni definitive, la cancelliera ha ribadito, giovedì 3 settembre, che qualsiasi risposta dipenderà dal comportamento della Russia. La premier tedesca aveva già sottolineato, la scorsa settimana, che il caso Navalny non dovrebbe essere collegato al discorso sul gasdotto. Molti esponenti del partito conservatore della Merkel chiedono che il progetto venga ultimato.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.