Siria: raid israeliani colpiscono una base militare

Pubblicato il 3 settembre 2020 alle 8:31 in Israele Siria

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Diverse fonti hanno riferito che raid, presumibilmente condotti da Israele, hanno colpito, nella sera del 2 settembre, la base militare di Tifor, situata nel governatorato di Homs, nell’Ovest della Siria.

Stando a quanto riportato dal quotidiano al-Arabiya, fonti mediatiche affiliate al governo di Damasco e al presidente siriano, Bashar al-Assad, hanno dichiarato che le forze di difesa aeree siriane sono riuscite ad intercettare e ad abbattere gran parte dei missili lanciati verso “l’aeroporto T4” di Homs. Parallelamente, l’agenzia di stampa SANA ha riportato le dichiarazioni di una fonte militare, secondo cui le perdite sono state soltanto materiali. Secondo tale fonte, l’incidente si è verificato alle 22:23. Stando a quanto riportato dai media arabi, la base colpita il 2 settembre è da considerarsi strategica. Questa è situata in una zona desertica, nei pressi del sito di Palmira, e costituisce una postazione rilevante per i velivoli e gli armamenti appartenenti sia alle forze di Assad sia all’alleato iraniano. In particolare, per l’Iran la base T4 rappresenterebbe un punto di congiunzione tra la base di Abu Kamal, nei pressi del confine con l’Iraq, e le postazioni T2 e T3, poste sulla strada che conduce ad Homs e Damasco.

L’episodio del 2 settembre si colloca a pochi giorni di distanza da un altro attacco, la cui responsabilità è stata attribuita nuovamente ad Israele, sebbene quest’ultimo abbia raramente rivendicato le operazioni condotte in Siria di cui viene accusato. In particolare, nella tarda serata del 31 agosto, il Sud di Damasco è stato colpito da missili, presumibilmente lanciati da Israele dalle alture del Golan. In tal caso, oltre ai danni materiali, vi sono stati circa 10 morti e più di 7 feriti, tra cui soldati sia siriani sia iraniani.

Israele si è più volte detto determinato a contrastare l’Iran, sostenitore sia del governo di Damasco, legato al presidente siriano, Bashar al-Assad, sia di Hezbollah. Secondo Israele, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero, pertanto, sia una forma di autodifesa sia un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

Uno degli attentati precedenti risale al 3 agosto, quando le forze dell’esercito israeliano hanno riferito di aver condotto un attacco aereo contro obiettivi situati in Siria, in risposta ad un tentato attacco da parte di una cellula di militanti “nemici”, che hanno provato a posizionare dispositivi esplosivi al confine con la Siria, nei pressi della barriera di sicurezza nelle Alture del Golan, nella sera del giorno precedente, il 2 agosto. Le forze israeliane, oltre a rivendicare l’attentato, hanno affermato che la responsabilità delle recenti tensioni è da attribuirsi al governo siriano e, pertanto, si sono dette determinate ad affrontare qualsiasi tentativo di violazione della sovranità israeliana.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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