Record di migranti che attraversano la Manica: 409 in un giorno

Pubblicato il 3 settembre 2020 alle 20:02 in Immigrazione UK

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Più di 400 migranti hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni, in un solo giorno, il 2 settembre. Si tratta di un nuovo record per l’immigrazione verso il Regno Unito. 

La Border Force ha intercettato 409 persone, compresi bambini piccoli, a bordo di 27 barche. Alcuni dei migranti trasportavano minori troppo piccoli per camminare. Altre 53 persone sono state soccorse dalle autorità francesi dopo essersi trovate in difficoltà prima di raggiungere le acque britanniche. Il giorno precedente, il primo settembre, circa 145 persone hanno attraversato la Manica in 18 piccole imbarcazioni. Il mare mosso provocato dalla tempesta Francis ha reso impossibili le traversate a fine agosto, ma le condizioni sono migliorate nei primi due giorni di settembre, aumentando il numero di migranti che hanno intrapreso questa strada. 

A tale riguardo, il primo ministro Boris Johnson, il 2 settembre, ha dichiarato che il Regno Unito è diventato “un obiettivo e una calamita per coloro che sfruttano le persone vulnerabili in questo modo”. Intervenendo alla Camera dei Comuni durante il momento per le domande del Primo Ministro, Johnson ha affermato: “Ho una grande simpatia per coloro che sono così disperati da mettere i loro figli su gommoni o in quelle che sono piscinette per bambini e che cercano di attraversare il canale”. “Ma devo dire che quello che stanno facendo è cadere preda di bande criminali e stanno infrangendo la legge”, ha aggiunto.”Questo mina anche le legittime richieste di altri che chiedono asilo in questo Paese. Affronteremo le rigidità delle nostre leggi che ci rendono, temo, un obiettivo e una calamita per coloro che sfruttano le persone vulnerabili in questo modo”, ha riferito alla Camera.

Più di 1.468 migranti hanno effettuato la traversata con una piccola imbarcazione ad agosto, nonostante l’intenzione del ministro degli Interni Priti Patel di rendere “impraticabile” la pericolosa rotta. Intanto, il governo sta tentando di rimpatriare 1.000 persone che erano arrivate nel Regno Unito, dopo aver “precedentemente chiesto asilo nei Paesi europei, e secondo le normative legalmente dovrebbero essere rimpatriate lì”. Più di 7.400 migranti hanno attraversato la Manica su piccole imbarcazioni da gennaio 2019. I migranti hanno utilizzato a lungo il Nord della Francia come punto di partenza per raggiungere la Gran Bretagna, spesso rifugiandosi nei camion che attraversavano il tunnel sotto la Manica o nascondendosi nei traghetti. Alcuni si sono imbarcati sui gommoni messi a disposizione dai trafficanti di esseri umani, soprattutto dopo che l’epidemia di coronavirus ha bloccato i collegamenti e ridotto le possibilità di utilizzare i camion o i traghetti.

La Manica, che nel suo punto più stretto è larga solo 32 chilometri, è una delle rotte di navigazione più trafficate del mondo. I ministri dell’immigrazione di Francia e Gran Bretagna si dovrebbero incontrare, martedì 11 agosto, per discutere delle strategie per limitare il passaggio di migranti e rafforzare i controlli sullo stretto di mare che divide i due Paesi.Il sotto segretario del Ministero degli Interni inglese, Chris Philp, che da tempo sta facendo pressioni sulla Francia affinché agisca con più determinazione, ha dichiarato che Parigi dovrebbe fermare i migranti irregolari ancor prima che raggiungano le acque del canale e ha aggiunto che il Regno Unito cercherà di riportare in Francia coloro che sono riusciti ad ultimare la traversata. Da parte sua, il Ministero degli Interni francese ha affermato che le squadre di controllo dispiegate sulla costa settentrionale stanno intercettando migranti a cadenza giornaliera e, per supportarle, sono state disposte forze aggiuntive. Rispetto al periodo gennaio-luglio del 2019, nel 2020 il numero delle imbarcazioni di migranti fermate è stato cinque volte superiore. Un portavoce del Ministero francese ha dichiarato che si tratta di un problema comune per Londra e Parigi, e, in quanto tale, è necessaria una risposta operativa congiunta.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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