Mediterraneo orientale: la Turchia non si piega e annuncia esercitazioni navali di Mosca

Pubblicato il 3 settembre 2020 alle 17:31 in Russia Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Turchia sta perseguendo i suoi diritti e interessi legittimi nel Mediterraneo orientale, senza cercare di creare tensioni, ha dichiarato, giovedì 3 settembre, il ministro della Difesa di Ankara, Hulusi Akar. “Non stiamo cercando tensione o bullismo. Inseguiamo in modo chiaro ed esplicito i nostri diritti e interessi con fede, conoscenza, logica, scienza e legge. Nessuno può impedircelo”, ha affermato il funzionario. Le dichiarazioni sono state rilasciate durante una visita al centro delle operazioni aeree nella provincia di Eskisehir.

Akar ha inoltre commentato la recente decisione degli Stati Uniti di revocare parzialmente l’embargo sulle armi a Cipro, sostenendo che causerà “conflitto e stallo” e non porterà “pace e stabilità”. Il 2 settembre, gli USA hanno comunicato la notizia della revoca specificando che, per la durata di almeno un anno, consentiranno la vendita e il trasferimento di merci militari “non letali” nell’isola del Mediterraneo. Il presidente cipriota, Nicos Anastasiades, ha accolto con favore la decisione americana, affermando che si tratta di uno sviluppo “positivo” che rafforza il rapporto bilaterale tra i due Paesi.

Cipro rappresenta uno dei molteplici fronti di tensione tra Grecia e Turchia, che si contendono da anni la sovranità su Nicosia. Nel 1974, quando le forze turche hanno invaso il Nord dell’isola in risposta ad un colpo di Stato greco-cipriota, supportato da Atene, Cipro è stata divisa in due regioni amministrative. I ripetuti sforzi diplomatici per risolvere il conflitto sono falliti. Il governo di Cipro, riconosciuto a livello internazionale, controlla la parte meridionale greco-cipriota dell’isola, mentre i turco-ciprioti mantengono uno Stato autoproclamato indipendente nel Nord, che è riconosciuto solo da Ankara. Grecia, Turchia e Gran Bretagna sono Paesi garanti della stabilità nell’isola, in virtù di un trattato che ha concesso a Cipro l’indipendenza dalla Gran Bretagna, nel 1960. La decisione degli Stati Uniti di revocare temporaneamente l’embargo su Nicosia rischia di aumentare le rivalità tra Grecia e Turchia e di far precipitare ulteriormente la situazione nel Mediterraneo orientale.

Qui, Ankara ha annunciato, mercoledì 2 settembre, poco dopo la dichiarazione americana, che la Russia terrà esercitazioni navali separate, dall’8 al 22 settembre e dal 17 al 25 settembre, nelle aree dove operano le navi di ricerca sismica turche. Secondo il quotidiano Ekathimerini non è esattamente chiaro il motivo per cui la Turchia, membro della NATO, abbia annunciato tali esercitazioni per conto di Mosca. Tuttavia, specifica la fonte, negli ultimi anni i due Paesi hanno rafforzato in modo significativo i loro legami militari, politici ed economici. In particolare, stanno coordinando da vicino la presenza militare in Siria, hanno finalizzato l’acquisto, da parte da Ankara, dei missili russi S-400 e hanno concordato la realizzazione di una centrale nucleare, di costruzione russa, sulla costa meridionale della Turchia.

Ankara ha reagito con disappunto alla mossa di Washington su Cipro che, a suo avviso, va contro lo “spirito di alleanza” tra USA e Turchia. Il governo turco ha poi avvertito che la mossa potrebbe danneggiare gli sforzi per riunificare l’isola, divisa tra la comunità turco-cipriota e quella greco-cipriota. L’ambasciatrice degli Stati Uniti a Cipro, Judith Garber, ha sottolineato che la revoca dell’embargo non ha alcun collegamento con la Turchia, che ha definito una partner “stimata e alleata”, ma ha lo scopo di rafforzare la sicurezza regionale e di aiutare a “contrastare gli attori maligni”, riferendosi implicitamente a Mosca. “Crediamo che la Russia stia giocando un ruolo molto destabilizzante nella regione, specialmente in Siria”, ha detto più chiaramente la Garber. La Russia mantiene una consistente presenza navale nel Mediterraneo orientale e vi conduce regolarmente manovre ed esercitazioni. L’annuncio di mercoledì potrebbe essere un messaggio per far capire che Mosca rimane un importante attore regionale e che la sua influenza non sarà diminuita dalla decisione di Washington.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.