Caso Navalny: Germania conferma avvelenamento e chiede chiarimenti alla Russia

Pubblicato il 3 settembre 2020 alle 9:25 in Germania Russia

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L’attivista dell’opposizione russa Aleksej Navalny è stato avvelenato con un agente nervino chimico, secondo i risultati degli esami effettuati dall’equipe medica della Charité, l’ospedale di Berlino dove è ricoverato. Lo ha riferito il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, che ha sottolineato che si tratta di una scoperta “scioccante “, frutto di esami i cui risultati “non danno adito a dubbi”.

Sarebbe un agente nervino chimico della famiglia Novichok, lo stesso tipo che è stato utilizzato contro l’ex spia russa Sergej Skripal e sua figlia Julija nel Regno Unito nel marzo 2018. I risultati sono stati determinati da un laboratorio specializzato dell’esercito tedesco su istanza della Charité.

“Il governo tedesco condanna questo attacco con la massima fermezza” – ha dichiarato Seibert, che a nome dell’Esecutivo chiede al governo russo “un urgente chiarimento” sull’incidente che ha quasi ucciso l’oppositore del Cremlino. Seibert ha detto che il governo tedesco discuterà con i suoi partner UE e NATO, un segnale che l’avvelenamento di Navalny, attualmente in coma, potrebbe ulteriormente mettere a dura prova le relazioni con Mosca.

La gravità del caso è confermata da un intervento pubblico della stessa cancelliera. L’enfasi con cui Angela Merkel ha parlato alla Russia mostra la rilevanza del caso. La leader tedesca ha condannato fermamente il “tentativo di omicidio” di Aleksej Navalny. Merkel ha sottolineato che si tratta di un fatto che viola “diritti e valori fondamentali” e ha chiesto spiegazioni al Cremlino, perché solo la Russia “può e deve rispondere alle domande che incombono” sul caso Navalny.

Il capo del governo tedesco ha affermato che consulterà i membri della NATO e dell’Unione Europea per coordinare una “adeguata risposta comune”, in un segnale che potrebbe portare a nuove sanzioni e ulteriori tensioni con Vladimir Putin.

Il Cremlino ha reagito affermando che la Germania non aveva ancora informato direttamente la Russia dei risultati delle analisi che proverebbero Navalny era stato avvelenato da questo agente nervino. Il portavoce del Cremlino Dimitry Peskov ha affermato in prima battuta che Mosca non era a conoscenza della scoperta. Inoltre, Peskov ha sottolineato che prima che Navalny fosse portato a Berlino e in conformità con tutti gli standard internazionali, in Russia è stato condotto un complesso processo di analisi e “non sono state identificate sostanze tossiche”. 

Tuttavia, la Russia è pronta ad una cooperazione a 360 gradi con la Germania per chiarire la situazione, sebbene il Cremlino rileva che Berlino non ha fornito risposte alle richieste ufficiali precedentemente inviate. “Complessivamente confermiamo di essere pronti e interessati alla piena cooperazione e allo scambio di dati sul caso con la Germania” – ha detto ai giornalisti Dmitry Peskov, che ha ricordato che “la Procura Generale russa ha inviato una richiesta ufficiale alla controparte tedesca, sperando che venga fornita una risposta ufficiale”. Anche il ministero degli esteri russo, tramite la portavoce Marija Zacharova, nega di aver ricevuto comunicazione alcuna dalla Germania.

Dal Regno Unito, il ministro degli Esteri britannico, Dominic Raab, ha collegato il presunto avvelenamento di Alexei Navalny ai casi dell’ex spia Sergej Skripal e di sua figlia, avvelenati nel marzo 2018 in un supermercato nella città di Salisbury.

“Sono profondamente preoccupato del fatto che Aleksej Navalny sia stato avvelenato con Novichok, un agente nervino precedentemente utilizzato con effetti letali nel Regno Unito. È assolutamente inaccettabile che quest’arma chimica vietata sia stata usata ancora una volta e contro una figura dell’opposizione russa. Il governo russo deve rispondere chiaramente e dire la verità su ciò che è accaduto a Navalny. Lavoreremo a stretto contatto con la Germania e con i nostri alleati internazionali per dimostrare che ci sono conseguenze per l’uso di armi chimiche proibite” – ha affermato il capo della diplomazia britannica.

La diplomazie di Francia e USA hanno chiesto di agire contro i responsabili dell’avvelenamento.

Gli ultimi rapporti dall’ospedale indicano che l’attivista 44enne, leader della Fondazione anticorruzione, si trova in un reparto di terapia intensiva e la sua salute è grave, ma non è in pericolo di vita. Il 22 agosto, Navalny era stato trasferito a Berlino dall’ospedale della città siberiana di Omsk, dov’era ricoverato dopo un malore che aveva costretto a un atterraggio di emergenza il volo da Tomsk a Mosca su cui viaggiava.

La vita del principale rivale di Vladimir Putin era in pericolo nel suo Paese, secondo la sua famiglia, da qui la decisione di trasferirlo a Berlino, nello stesso ospedale dove altri oppositori russi sono già stati curati in passato dopo aver subito avvelenamenti. La ONG Cinema for Peace, con sede nella capitale tedesca, ha organizzato il trasferimento dopo che Angela Merkel ha offerto la Germania come luogo dove continuare le cure e chiarire le cause del malessere di Navalny.

La squadra di Navalny ha sempre insistito sul fatto che fosse stato deliberatamente avvelenato dalle autorità russe, accuse che il Cremlino ha respinto come “discorsi vuoti”.

I medici russi che hanno curato Navalny in Siberia inizialmente hanno respinto la diagnosi di avvelenamento. Hanno assicurato che i test per le sostanze velenose erano negativi e indicavano uno squilibrio dovuto al basso livello di zucchero nel sangue.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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