USA: revoca temporanea dell’embargo sulle armi a Cipro

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 18:21 in Cipro USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno annunciato che revocheranno per un anno l’embargo sulle armi a Cipro, per consentire la vendita di merci militari “non letali” nell’isola del Mediterraneo. La decisione è stata duramente criticata dalla Turchia. 

Il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ha informato il presidente della Repubblica di Cipro, Nicos Anastasiades, della decisione in una telefonata avvenuta il 2 settembre. Dal 1° ottobre, gli Stati Uniti rimuoveranno per un anno il divieto di vendita o trasferimento di “articoli e servizi di difesa non letali”, secondo il Dipartimento di Stato. Pompeo ha anche “riaffermato il sostegno degli Stati Uniti a un accordo globale per riunificare l’isola”, secondo il portavoce del Dipartimento di Stato, Morgan Ortagus. Da parte sua, Anastasiades ha accolto con favore la revoca dell’embargo, imposto dagli USA nel 1987, nella speranza che potesse favorire la riunificazione dell’isola. Secondo il presidente dell’isola si è trattato di uno sviluppo “positivo” che rafforza il rapporto bilaterale. La decisione degli Stati Uniti, tuttavia, ha ottenuto una condanna immediata da parte di Ankara. “Avvelena la pace e la stabilità nella regione”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri turco, aggiungendo che “non è conforme allo spirito di alleanza” tra Stati Uniti e Turchia. Se Washington non invertirà la rotta, secondo il Ministero, “la Turchia, in quanto Paese garante, adotterà le necessarie contromisure decisive per assicurare l’incolumità del popolo turco-cipriota, in linea con le sue responsabilità legali e storiche”.

Cipro è stata divisa nel 1974, quando le forze turche hanno invaso il Nord dell’isola in risposta ad un colpo di Stato greco-cipriota, supportato da Atene. I ripetuti sforzi diplomatici per risolvere il conflitto sono falliti. Il governo di Cipro, riconosciuto a livello internazionale, controlla la parte meridionale greco-cipriota dell’isola, mentre i turco-ciprioti mantengono uno Stato autoproclamato indipendente nel Nord, che è riconosciuto solo da Ankara. Grecia, Turchia e Gran Bretagna sono Paesi garanti della stabilità nell’isola, in virtù di un trattato che ha concesso a Cipro l’indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1960. L’annuncio degli Stati Uniti sull’embargo arriva in mezzo ad un aumento delle tensioni nel Mediterraneo Orientale tra Turchia e Grecia, che coinvolge anche Cipro, alleata di Atene. Il senatore democratico, Bob Menendez, ha affermato che la decisione riconosce l’importanza delle relazioni degli Stati Uniti con Cipro, che ha definito “un partner strategico affidabile per la nostra nazione”. “È nel nostro interesse per la sicurezza nazionale revocare queste obsolete restrizioni sulle armi decennali e approfondire i nostri rapporti di sicurezza con la Repubblica di Cipro”, ha affermato in una dichiarazione. Turchia e Stati Uniti, alleati all’interno della NATO, sono in disaccordo sulla questione. 

Le relazioni tra Turchia e Cipro sono caratterizzate da un clima di tensione, soprattutto per quanto riguarda le rivendicazioni di Ankara, ritenute illecite da Nicosia, in merito ai propri diritti in alcune aree del Mediterraneo orientale, dove, il 3 maggio 2019, il governo turco ha avviato, illecitamente secondo la comunità internazionale, le proprie attività di trivellazione. A detta dei vertici turchi, tali azioni giungono in difesa degli interessi dei turco-ciprioti. I due Paesi sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate dalle isole principalmente greche, sono ricche di gas e la controversa delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di scontri tra Turchia, Grecia e Cipro. Ankara sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione