Tunisia: il Parlamento approva il governo tecnocratico di Mechichi

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 8:29 in Africa Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Parlamento di Tunisi ha approvato, nelle prime ore di mercoledì 2 settembre, la squadra governativa proposta dal premier designato, Hichem Mechichi.

Come specificato dal quotidiano al-Arabiya, si tratta di un governo tecnocratico, composto da personalità “indipendenti”, ovvero non legate a nessun partito e perlopiù sconosciute alla popolazione tunisina. Si tratta di esperti, dirigenti, accademici, così come ex amministratori di società private. La mossa, definita “innovativa” per la Tunisia, mira a scongiurare ulteriori conflitti politici, come quelli che hanno portato alla caduta del precedente governo, e a favorire la crescita di un’economia vacillante, ulteriormente aggravata dalla pandemia di coronavirus. Il fine ultimo è garantire una maggiore stabilità politica, così da non esacerbare ulteriormente il quadro economico e sociale del Paese.

La squadra proposta da Mechichi ha ricevuto 134 voti a favore, mentre 67 deputati hanno votato contro, nel corso di una sessione parlamentare durata più di 14 ore. In totale, i parlamentari chiamati a votare sono stati 217 e vi era bisogno di almeno 109 voti favorevoli per approvare l’esecutivo. La nuova squadra governativa comprende 25 ministri e 3 segretari di Stato. Un numero così ridotto non era stato mai raggiunto dal 14 gennaio 2011. Tra i nuovi ministri, vi è Ali al-Ka’ali, un banchiere liberale a cui è stato affidato il Ministero dell’Economia, delle Finanze e del Sostegno agli Investimenti. Tawfiq Sharaf al-Din è il nuovo ministro degli Interni, mentre a capo del Ministero degli Affari Esteri è stato scelto Othman Jerandi. Il Ministero della Cultura è stato affidato a Walid Zidi, il primo ministro cieco della storia tunisina, il quale è stato altresì il primo cittadino a discutere, con successo, una tesi di dottorato. Dall’esecutivo precedente, solo quattro ministri sono stati nuovamente nominati.

In un primo discorso rivolto ai deputati tunisini, Mechichi ha affermato che la nuova squadra governativa giunge in un momento di perdurante instabilità politica che ha messo a dura prova la pazienza della popolazione tunisina. Ora, ha affermato il premier, la priorità dell’esecutivo è far fronte alla fragile situazione economica e sociale, frenare la “emorragia” di finanze pubbliche, salvaguardare i risultati raggiunti dal settore pubblico e promuovere gli investimenti esterni. Inoltre, il nuovo governo di Tunisi dovrà impegnarsi ad avviare colloqui con i donatori internazionali e ad avviare programmi di riforma, rivolti altresì al settore pubblico, come richiesto dai prestatori esteri. “Sarà un governo di azioni, risultati, efficienza e cambiamento che ricercherà soluzioni innovative” ha affermato infine Mechichi.

La Tunisia era precedentemente guidata da un governo di coalizione, votato lo scorso 6 ottobre e nominato il 27 febbraio, ma spaccature ideologiche interne, soprattutto per quanto riguarda le finanze statali e il debito, hanno determinato un fragile equilibrio al suo interno. Il clima di instabilità politica ha portato, il 15 luglio, alle dimissioni del primo ministro Elyes Fakhfakh, al centro di uno scontro con il partito Ennahda. Quest’ultimo aveva deciso di ritirare la sua fiducia al premier a causa delle accuse di conflitto di interesse, nate dalla pubblicazione di documenti dai quali era emerso che alcune società, di cui Fakhfakh possedeva quote e titoli azionari, avrebbero vinto appalti statali per un valore di circa 15 milioni di dollari.

Le divergenze interne al Parlamento, secondo alcuni, renderanno difficile la missione di Mechichi ed i tentativi di ottenere sostegno da Paesi stranieri. Inoltre, stando a quanto riportato da al-Arabiya, anche il presidente di Tunisi, Kais Saied, non avrebbe pienamente accolto il nuovo governo, il che rende ancora più incerto il destino dell’esecutivo.

Nel frattempo, l’economia tunisina continua ad essere caratterizzata da precarietà. La crescita economica è diminuita di oltre il 21% nel secondo trimestre del 2020, a causa delle ripercussioni della pandemia di coronavirus. Parallelamente, la popolazione continua a lamentare il declino dei servizi pubblici, dalla sanità ai trasporti all’istruzione.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.