ProChile conferma permesso di importazione di Avifavir per trattamento COVID-19

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 6:22 in Cile Russia

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La rappresentanza di ProChile a Mosca ha confermato l’autorizzazione alle spedizioni dalla Russia di Avifavir, il farmaco più efficace ad oggi per curare il COVID-19.

“Le autorità cilene hanno autorizzato Avifavir e il Paese importerà il farmaco dalla Russia”, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano Sputnik il direttore di ProChile a Mosca, Pablo Barahona.

L’Istituto di sanità pubblica del Cile ha approvato il 13 agosto l’acquisizione di Avifavir, il farmaco che ha fatto sì che oltre il 60% delle persone infette sperimentasse un calo della carica virale in soli quattro giorni, riducendo della metà il numero di giorni che un paziente deve rimanere ricoverato in ospedale.

L’Associazione cilena delle farmacie popolari, non appena la notizia è stata confermata, ha annunciato che acquisirà circa 2.500 unità del farmaco per la vendita al pubblico.

L’Avifavir è stato implementato con successo in paesi come l’India e la Cina e si distingue per essere fino a dieci volte più economico di altri trattamenti per il coronavirus.

Il Cile, ad oggi, ha registrato più di 411.700 casi di coronavirus e più di 11.280 decessi a causa della malattia.

Nel frattempo, lo scorso 12 agosto, il Ministero della Salute russo ha registrato il primo vaccino al mondo per la prevenzione del COVID-19. 

Il vaccino, registrato come Gam-COVID-Vac, è stato sviluppato congiuntamente dall’Istituto di ricerca Gamaleya e dal Ministero della Difesa russo. Gli esperti hanno sottolineato che durante gli studi clinici tutti i volontari hanno sviluppato livelli di anticorpi elevati e nessuno ha presentato gravi complicazioni. Non è escluso dunque che anche il Cile, così come diversi altri paesi, sigli un accordo con la Russia per l’acquisto del vaccino.

Da tempo ormai l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato un allarme, riferendo che il subcontinente americano, così come l’Africa, si stanno rapidamente trasformando nei focolai di maggiore entità a livello mondiale. “Stiamo assistendo di fatto ad uno spostamento dell’epicentro della pandemia, dal vecchio continente alle Americhe. Dopo l’aumento esponenziale dei casi in Brasile, nelle ultime settimane si è registrato un aumento progressivo di casi anche negli altri paesi della regione, tra cui Cile e Perù”, ha dichiarato il responsabile delle emergenze sanitarie dell’OMS, Miike Ryan.

L’America Latina, divenuta ormai epicentro della pandemia, ha superato infatti i sette milioni di casi di coronavirus: è quanto emerge dagli ultimi dati della Johns Hopkins University. Il Brasile è sempre in testa alla classifica (3.860.000 casi), seguito da Perù (647.000), Colombia (608.000), Messico (596.000) e Cile (410.000). 

Ad oggi, il COVID-19 ha già infettato oltre 25 milioni di persone in tutto il mondo. In totale, oltre 850.000 persone sono morte a causa della malattia.


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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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