Moldavia: dialogo con la Transnistria a un punto morto

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 9:17 in Europa Moldavia

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La Moldavia non vuole ancora vedere la Transnistria come un partner alla pari. Lo ha affermato il presidente della repubblica autoproclamata Vadim Krasnoselskij durante una conferenza stampa a Tiraspol, parlando delle prospettive di riconoscimento internazionale della repubblica.

Parlando del settimo, e per il momento ultimo, incontro con il presidente della Moldavia Igor Dodon, avvenuto il 28 luglio scorso, Krasnoselskij ha sottolineato come sia evidente il desiderio del capo dello stato moldavo di trovare una soluzione. Tuttavia, aggiunge, non ci sono progressi concreti in questa direzione, poiché la Moldavia non sta soddisfacendo gli impegni concordati durante i negoziati mentre emergono nuovi problemi, a seguito dei quali l’agenda negoziale si complica di riunione in riunione.

Allo stesso tempo, Vadim Kranoselskij ha anche sottolineato gli aspetti positivi della cooperazione bilaterale, in particolare, incontri su aree di attualità che consentono ai rappresentanti politici di Chisinau e Tiraspol approfondire gli aspetti tecnici delle questioni da cui dipende la vita delle persone su entrambe le sponde del Dnestr.

“Sto parlando del settore bancario, dell’economia, delle telecomunicazioni sia dalla Moldova sia dalla Transnistria. Ci siamo posti delle domande su come migliorare la vita dei cittadini e abbiamo risposto. Questo è un buon segnale, un segnale di disponibilità ad ascoltare e, forse, a risolvere i problemi necessari” – ha spiegato Kranoselskij, in occasione del trentesimo anniversario dell’autonomia transnistriana.

Secondo il presidente della repubblica autoproclamata, le relazioni tra Transnistria e Moldavia possono migliorare, ma alcuni politici stanno ostacolando il processo negoziale.

“Vedo il desiderio di Igor Dodon di risolvere davvero certi problemi, ma, sfortunatamente, giriamo a vuoto attorno alle stesse questioni. Purtroppo, non esiste una vera soluzione o un’alternativa a questa soluzione. Allo stesso tempo, la Transnistria ha adempiuto pienamente a tutti i suoi obblighi. Non importa quanto sia difficile, è necessario continuare il processo di negoziati nel formato “1 + 1” (Moldova e Transnistria) e “5 + 2″ (Moldova e Transnistria sono le parti in conflitto, Russia e Ucraina sono i paesi garanti, l’OSCE è mediatore, l’UE e gli USA sono osservatori), sotto forma di gruppi di lavoro, tavole rotonde e quant’altro serva,  sebbene ci siano opinioni e desideri diversi che puntano a interrompere il processo negoziale. Penso che non consentiremo tale interruzione” – ha dichiarato Krasnoselskij.

Il capo dello stato transnistriano detto che si aspetta di continuare a lavorare insieme e di organizzare nel prossimo futuro un incontro dei partecipanti, possibilmente sotto forma di videoconferenza. 

La Transnistria, la regione più orientale della Moldavia (ad est del fiume Dniestr, come dice lo stesso nome) è popolata per oltre il 60% da russi e ucraini, ambiva a separarsi dalla Moldavia sin da prima dello scioglimento dell’Unione Sovietica, temendo che Chisinau volesse unirsi alla Romania. Il 2 settembre 1990 le autorità di Tiraspol di proclamarono autonome. Nel 1992, dopo un fallito tentativo delle autorità moldave di risolvere la questione con la forza, la Transnistria, protetta da 2000 soldati russi appartenenti alla 14 armata dell’esercito sovietico, si è proclamata indipendente.

La Moldavia indipendente, di fatto, non ha mai controllato il territorio della Transnistria. L’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE) ha aperto un ufficio a Tiraspol nel 1995, ma solo nel 2010 è riuscita ad avviare un dialogo tra la Moldavia e la repubblica autoproclamata. Nel 2011 l’apertura al dialogo ha portato alla sconfitta elettorale di Igor Smirnov, leader della Transnistria sin dall’indipendenza, i negoziati sono rimasti interrotti fino al 2016, quando l’elezione di Vadim Krasnoselskij a Tiraspol e del filo-russo Igor Dodon a Chisinau ha consentito una ripresa del dialogo.

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Italo Cosentino, interprete di russo

 

di Redazione

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