La Bolivia denuncia ingerenze argentine all’ONU

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 12:44 in Argentina Bolivia

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Il governo transitorio della Bolivia ha reso noto che denuncerà l’Argentina davanti alle Nazioni Unite e all’Organizzazione degli Stati americani (OEA). La Paz considera una “grave interferenza” negli affari interni e politici del Paese il fatto che le autorità argentine abbiano incontrato l’ex presidente Evo Morales (2006-2019), che è rifugiato a Buenos Aires dopo la fuga dalla Bolivia via Messico e Cuba.

“Il Ministero degli Esteri presenterà una protesta formale presso le principali istanze internazionali, all’ONU e all’Organizzazione degli Stati Americani, denunciando questa grave ingerenza delle autorità argentine negli affari interni della Bolivia” – ha dichiarato il ministro degli Esteri della Bolivia Karen Longaric in riferimento a una recente dichiarazione del Sottosegretario ai Lavori pubblici dell’Argentina, Edgardo Depetri.

Il funzionario argentino ha scatenato la polemica la scorsa settimana riferendo via Twitter che in un incontro con Morales, rifugiato a Buenos Aires, aveva promesso di “rafforzare la partecipazione dei migranti boliviani alle elezioni presidenziali, in modo che la Bolivia possa ancora una volta essere un Paese libero e democratico”. Tale dichiarazione, ha affermato il capo della diplomazia di La Paz, “ha superato ampiamentye i limiti che può avere la semplice opinione di un’autorità straniera e costituisce una violazione del diritto internazionale e delle carte delle Nazioni Unite e della OEA”.

L’annuncio di una denuncia all’OEA e all’ONU si è aggiunto a diversi attriti tra il governo boliviano di transizione di Jeanine Áñez e il governo argentino di Alberto Fernández, che sostiene apertamente Morales e che ha denunciato il cambiamento di governo avvenuto in Bolivia lo scorso novembre come un “colpo di stato”.

Longaric ha affermato che i rapporti tra La Paz e Buenos Aires stavano attraversando “un momento molto brutto” a causa delle “subdole attività di destabilizzazione” dal governo argentino, che Morales avrebbe portato avanti dall’esilio con la complicità di Alberto Fernández.

“Abbiamo inviato diverse note di protesta al momento opportuno, lamentandoci, perché il diritto all’asilo e il diritto al rifugio venivano violati tollerando questo tipo di interventi da parte del signor Evo Morales e purtroppo non abbiamo mai ricevuto risposta dal governo argentino. Nemmeno un avviso di ricevuta comunicazione” – protesta ancora Longaric, che ha aggiunto che La Paz è “sconvolta” per il fatto che Buenos Aires si sia pronunciata a sostegno di un recente rapporto dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, che denunciava presunti abusi da parte del governo insediatosi dopo la crisi politica dello scorso anno.

In Bolivia la contestata rielezione di Evo Morales il 20 ottobre 2019 ha provocato proteste, scontri e incidenti, fino a quando, forti di un rapporto dell’Organizzazione degli Stati Americani che denunciava i brogli elettorali da parte del presidente uscente, esercito e polizia hanno spinto il capo dello stato a dimettersi. Morales ha lasciato il Paese, diretto prima in Messico e poi in Argentina, via Cuba, mentre il parlamento di La Paz eleggeva presidente ad interim l’allora terza vicepresidente del Senato, la conservatrice Jeanine Áñez. Il governo ad interim è accusato di aver creato un clima politico ostile ai rappresentanti del Movimento per il Socialismo, la formazione di Morales, e di perseguitarli politicamente. Le elezioni, previste per il 3 maggio, sono state rinviate al 18 ottobre prossimo, per via della pandemia di Covid-19, e non si esclude un ulteriore rinvio.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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