L’Italia condanna l’avvelenamento di Navalny

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 21:31 in Italia Russia

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“L’Italia esprime profonda inquietudine ed indignazione per l’identificazione da parte delle competenti autorità tedesche di un agente nervino quale causa dell’avvelenamento dell’attivista russo Alexei Navalny”, ha scritto la Farnesina in una nota resa pubblica il 2 settembre.

“Si tratta di un crimine che condanniamo con forza e che rende ancora più impellente la necessità che la Federazione Russa chiarisca con rapidità e trasparenza le responsabilità dell’accaduto”, ha aggiunto. Con tale comunicazione l’Italia si unisce alla Germania e ai suoi alleati europei nel chiedere chiarezza riguardo all’avvelenamento del rappresentante dell’opposizione russa, Alexei Navalny.

Sempre il 2 settembre, un portavoce del governo tedesco ha riferito che i test tossicologici su campioni di sangue dell’uomo, condotti in un laboratorio militare della Germania, hanno prodotto “prove inequivocabili” di un avvelenamento tramite una sostanza nota come Novichok. Navalny, uno dei più noti oppositori del presidente russo, Vladimir Putin, ha accusato un malore improvviso su un aereo in Russia, il 20 agosto, ed è stato portato in Germania per essere curato, il 22 agosto. Il Cremlino aveva affermato che non è chiaro cosa avesse causato la crisi di Navalny e che i test iniziali non avevano mostrato segni di avvelenamento, come sostenuto invece dalla moglie e dagli assistenti dell’uomo. 

Su iniziativa del capo del governo italiano, Putin aveva avuto una conversazione telefonica con Giuseppe Conte, il 26 agosto. Secondo il comunicato del Cremlino, i due leader avevano discusso di questioni di attualità nelle relazioni russo-italiane. Si era convenuto, in particolare, di intensificare la cooperazione per contrastare la diffusione dell’infezione da coronavirus, compreso il lavoro sui vaccini. Era stato poi affrontato il tema del ricovero di Navalny. Il presidente russo, in tale occasione, aveva sottolineato l’inammissibilità di accuse frettolose e infondate al riguardo ed aveva espresso l’interesse del Cremlino per un’indagine approfondita e obiettiva di tutte le circostanze dell’incidente.

Quando è stato trasferito in Germania, Navalny è stato curato con l’atropina. Si tratta dello stesso farmaco usato dai medici britannici per curare Sergei Skripal, un ex agente russo, e sua figlia Yulia, che sono stati avvelenati nel 2018 a Salisbury, in Inghilterra. Il Cremlino ha ripetutamente negato il coinvolgimento in questo e altri casi simili. La situazione relativa al leader dell’opposizione russa potrebbe ulteriormente mettere a dura prova le difficili relazioni della Russia con i suoi vicini europei e della NATO, che l’hanno accusata di attaccare i dissidenti in passato. Da parte sua, la Russia ha sempre respinto le accuse. 

Il 44enne Navalny , che è uno dei più aspri critici del presidente russo, si trovava a bordo di un volo diretto da Tomsk, città siberiana in cui si era recato per incontrare i propri alleati in vista delle elezioni regionali del prossimo settembre, a Mosca. I suoi sostenitori ritengono che la causa del suo stato sia da imputare ad un avvelenamento e che il Cremlino si celi dietro a tale evento. Al contrario, i medici russi hanno affermato di non aver riscontrato alcuna traccia di avvelenamento, sostenendo di aver raggiunto un’altra diagnosi che non hanno però comunicato ai media. Un primario dell’ospedale di Omsk, Aleksandr Murachovskij, aveva però affermato che il forte deterioramento della salute di Navalny  sarebbe stato causato da disturbi metabolici.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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