Iraq-Francia: Macron dichiara supporto a Baghdad nella lotta al terrorismo

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 19:04 in Francia Iraq

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, subito dopo aver lasciato il Libano, si è recato in Iraq, mercoledì 2 settembre, per incontrare il suo omologo di Baghdad, Barham Salih. L’obiettivo della visita è quello di mostrare il sostegno di Parigi e la sua disponibilità ad aiutare l’Iraq nell’affrontare le maggiori sfide del Paese, soprattutto quelle contro il terrorismo e i combattenti dello Stato Islamico (Isis). “Siamo qui e continueremo a sostenere l’Iraq”, ha detto il presidente francese durante una conferenza stampa a Baghdad.

Macron è il primo capo di Stato a visitare la capitale irachena da quando il primo ministro, Mustafa al-Kadhimi, ex capo dell’intelligence, ha formato un nuovo esecutivo e ne ha assunto la guida, il 7 maggio. “Qualsiasi intervento straniero può minare gli sforzi compiuti dal vostro governo”, ha affermato il presidente di Parigi rivolgendosi alla nazione del Medio Oriente. “I funzionari iracheni dovrebbero continuare a condividere una visione che punta a ripristinare “la sovranità dell’Iraq”, ha aggiunto, specificando che si tratta di “un’impresa molto significativa non solo per Baghdad, ma anche per l’intera regione”. “Vorrei ribadire che la Francia sostiene totalmente lo Stato e le istituzioni irachene”, ha concluso.

La visita di Macron, arrivata solo qualche giorno dopo quella del ministro della Difesa francese, Florence Parly, il 27 agosto, è stata organizzata, secondo alcune fonti, con l’obiettivo di “lanciare un’iniziativa francese, a fianco delle Nazioni Unite, per sostenere il processo di affermazione della sovranità”. Il viaggio arriva nel mezzo di una grave crisi economica e della pandemia di coronavirus, che, come in altri Paesi della regione e non solo, ha messo a dura prova l’economia e la politica dell’Iraq. Oltre al presidente Salih, Macron ha in programma di incontrare anche il premier al-Khadimi e il presidente della semi-autonoma regione settentrionale curda, Nechirvan Barzani.

Dorsa Jabbari, corrispondente di Al Jazeera da Baghdad, ha sottolineato che la visita di Macron rappresenta un “passo importante”, soprattutto perché l’Iraq è stretto tra due alleati, gli Stati Uniti e l’Iran, che tuttavia sono in aperto contrasto tra di loro. Al-Kadhimi, come i precedenti leader iracheni, deve camminare sul filo del rasoio stando attendo a non alterare gli equilibri nella rivalità tra Washington e Teheran. Il neopremier ha visitato gli USA il mese scorso, dove ha incontrato e tenuto colloqui con il presidente americano, Donald Trump. Al-Kadhimi ha dichiarato che il suo Paese è impegnato a introdurre riforme importanti nel settore della sicurezza mentre gruppi di milizie armate inscenano attacchi quasi quotidiani contro obiettivi del suo governo. Altri fronti critici per il primo ministro iracheno includono il forte calo dei prezzi del petrolio, che in un Paese strettamente dipendente dal greggio ha determinato un grave colpo alle casse statali e le ripercussioni economiche e sanitarie dell’epidemia di coronavirus.

Parigi ha stanziato circa un miliardo di euro per realizzare progetti, perlopiù infrastrutturali, in Iraq nei settori dei trasporti, dell’energia e delle risorse idriche. Parallelamente, il 16 luglio, il governo francese si è altresì impegnato a destinare circa 300.000 euro per sostenere Baghdad nella lotta alla pandemia di Covid-19, in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP). I fondi verranno utilizzati per l’acquisto di ventilatori, apparecchi salvavita e altri dispositivi per il Bassora Teaching Hospital, così come per la costruzione di strutture volte all’isolamento dei pazienti infetti e per potenziare le capacità del personale medico. Altre città che beneficeranno dei fondi francesi saranno Anbar, Babel, Dhi Qar, Diyala, Dohuk, Karbala, Kirkuk, Missan, Najaf, Ninewa e Salah Al-Din. In totale, dal 2015, Parigi ha destinato all’UNDP in Iraq 7.8 milioni di dollari.

Le relazioni tra Parigi e Baghdad si sono rafforzate soprattutto in relazione alla lotta allo Stato Islamico. Tuttavia, il 25 marzo scorso, il maggiore generale, Abdul-Karim Khalaf, portavoce del Comando generale delle forze armate irachene, ha dichiarato che le truppe francesi stavano lasciando il territorio iracheno e la coalizione internazionale, sulla base di accordi stipulati con il governo di Baghdad. La decisione di ritirare le truppe francesi è giunta a seguito delle preoccupazioni derivanti dalla pandemia di coronavirus, così come dalle tensioni tra Washington e Baghdad sul suolo iracheno. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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