Arabia Saudita e Bahrein accolgono il consigliere USA Kushner

Pubblicato il 2 settembre 2020 alle 12:31 in Arabia Saudita Bahrein USA e Canada

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Il consigliere senior e genero del presidente degli USA, Jared Kushner, il primo settembre, si è recato in visita ufficiale in Bahrein e in Arabia Saudita, nel quadro degli incontri che fanno seguito all’accordo tra Israele ed Emirati Arabi Uniti (UAE).

A Riad, il consigliere statunitense ha incontrato il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman, con cui ha discusso l’importanza di riprendere il dialogo tra Israele e l’Autorità Palestinese, con il fine ultimo di giungere ad una pace giusta e duratura nella regione. Circa i legami bilaterali tra il Regno saudita e gli Stati Uniti, è stata espressa la volontà di rafforzarli ulteriormente, attraverso partenariati che riguardino diversi ambiti. Anche in questo caso, è stato riferito, il fine è promuovere stabilità e sicurezza a livello regionale ed internazionale. Oltre al principe ereditario, il consigliere statunitense ha incontrato il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan, il quale ha anch’egli ribadito che una normalizzazione con Israele potrà avvenire solo quando verrà raggiunto un accordo di pace con la popolazione palestinese. Tuttavia, qualsiasi sforzo volto a portare stabilità e ad allontanare l’ipotesi di annessione dei territori palestinesi è accolto con favore da Riad.

In Bahrein, sede del quartier generale della Quinta Flotta statunitense, Kushner ha tenuto un meeting con il monarca bahreinita, il re Hamad bin Isa al-Khalifa, il quale ha nuovamente espresso parere positivo per l’accordo che ha normalizzato le relazioni tra Tel Aviv e Abu Dhabi, mettendo in luce la posizione “storica e stabile” degli UAE, spesso promotori della difesa di “cause arabe” e dei diritti della popolazione palestinese. L’incontro del primo settembre ha poi rappresentato un’occasione per il sovrano bahreinita per esprimere l’orgoglio del suo Paese per le “relazioni strategiche” instaurate con Washington e per i continui sforzi profusi dall’alleato statunitense per riportare pace nella regione mediorientale. Parallelamente, ha evidenziato il re al-Khalifa, anche l’Arabia Saudita svolge un ruolo rilevante in tal senso, in quanto pilastro per la stabilità in Medio Oriente. Per tale motivo, Manama continuerà a fare affidamento su Riad “in ogni situazione”.

L’accordo a cui si fa riferimento è stato annunciato il 13 agosto dal capo della Casa Bianca, Donald Trump. Gli Emirati Arabi Uniti sono la terza nazione araba ad aver raggiunto un accordo simile con Israele, dopo la Giordania e l’Egitto. Dal canto suo, Israele si è impegnato a sospendere l’annessione dei territori palestinesi della Cisgiordania, così come annunciato in precedenza. Tuttavia, parlando ai giornalisti da Tel Aviv, il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha specificato di aver deciso di “ritardare” l’annessione come parte dell’accordo con Abu Dhabi. I piani, ha assicurato il premier, rimangono “sul tavolo”. Sin dall’annuncio, fonti diplomatiche hanno rivelato che presto altri Paesi potrebbero seguire l’esempio emiratino, tra cui il Sudan e il Bahrein.

In attesa di una data ufficiale per la firma dell’accordo, il 31 agosto delegazioni di alto livello, israeliana e statunitense, sono giunte negli UAE tramite il primo volo commerciale in assoluto tra le due nazioni del Medio Oriente. Il volo LY971 ha sorvolato l’Arabia Saudita dopo che Riad ha acconsentito alla richiesta israeliana, il 31 agosto. “Anche se questo è un volo storico, speriamo che inizi un viaggio ancora più storico in Medio Oriente e oltre”, ha dichiarato Kushner prima di salire a bordo dell’aereo. Nella medesima giornata del primo settembre, Israele e Abu Dhabi hanno poi riferito di aver stabilito una commissione congiunta che si occuperà soprattutto di questioni finanziarie.  

Il tour di Kushner mira a incoraggiare altri Paesi a stringere accordi che normalizzino le relazioni con l’alleato israeliano, così come accaduto il 24 agosto, quando è stato il segretario di Stato degli USA, Mike Pompeo, ad aver intrapreso un simile viaggio con il medesimo obiettivo. Per l’Arabia Saudita, il prezzo da pagare per normalizzare le proprie relazioni con Israele è l’istituzione di uno Stato palestinese sovrano, con capitale Gerusalemme. Anche il Bahrein ha più volte espresso il proprio sostegno alla causa palestinese. A tal proposito, il 22 luglio, il rappresentante permanente del Bahrein alle Nazioni Unite, l’ambasciatore Jamal Fares Alrowaiei, ha evidenziato che il progetto di annessione ideato da Israele rappresenta una “minaccia alla pace e alla sicurezza a livello internazionale”, oltre ad essere una chiara violazione delle risoluzioni internazionali.  

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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