Siria, Damasco: missili israeliani causano morti e feriti

Pubblicato il 1 settembre 2020 alle 8:42 in Israele Siria

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Il Sud di Damasco è stato colpito da missili, presumibilmente lanciati da Israele, nella tarda serata del 31 agosto. Secondo fonti siriane, l’attacco ha causato 2 morti e circa 7 feriti.

Stando a quanto riporta l’agenzia di stampa siriana SANA, l’episodio si è verificato alle 22:40. Come specificato da una fonte militare, “il nemico sionista”, con riferimento a Israele, ha lanciato missili dai territori del Golan verso alcune postazioni militari situate nel Sud di Damasco. A detta della fonte, le forze di difesa aerea siriane sono riuscite a respingere l’attacco, lanciando anch’esse missili prima che l’avversario colpisse gli obiettivi prestabiliti. Lo scontro ha causato la morte di 2 “martiri” e il ferimento di 7 soldati, oltre a danni materiali.

In tale quadro, fonti locali hanno riferito ad al-Jazeera che sono state udite forti esplosioni nei pressi di Izra’, città situata nella periferia settentrionale di Daraa, a Sud di Damasco. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) ha poi specificato che tra gli obiettivi colpiti il 31 luglio vi sono state postazioni militari dell’esercito siriano, oltre ad altri siti appartenenti a gruppi affiliati ad Hezbollah. A detta del SOHR, il bilancio delle vittime, aggiornato al primo settembre, include 10 morti, tra cui soldati siriani.

L’episodio del 31 agosto è da inserirsi in un quadro di perduranti tensioni, che hanno visto spesso i territori siriani bersagliati da missili. Israele, dal canto suo, raramente ha rivendicato attentati simili, ma si è più volte detto determinato a contrastare l’Iran, sostenitore sia del governo di Damasco, legato al presidente siriano, Bashar al-Assad, sia di Hezbollah. Uno degli ultimi attacchi risale al 3 agosto, quando le forze dell’esercito israeliano hanno riferito di aver condotto un attacco aereo contro obiettivi situati in Siria, in risposta ad un tentato attacco da parte di una cellula di militanti “nemici”, che hanno provato a posizionare dispositivi esplosivi al confine con la Siria, nei pressi della barriera di sicurezza nelle Alture del Golan, nella sera del giorno precedente, il 2 agosto. Le forze israeliane, oltre a rivendicare l’attentato, hanno affermato che la responsabilità delle recenti tensioni è da attribuirsi al governo siriano e, pertanto, si sono dette determinate ad affrontare qualsiasi tentativo di violazione della sovranità israeliana.

Sin dal 2011, Israele ha condotto centinaia di attacchi aerei in Siria, prendendo di mira i suoi principali nemici nella regione mediorientale, ovvero l’Iran, i gruppi palestinesi e l’organizzazione paramilitare libanese Hezbollah, considerati un pericolo per l’integrità dei propri confini territoriali. Sia l’Iran sia Hezbollah appoggiano il presidente siriano, Bashar al-Assad nella guerra civile in Siria, scoppiata il 15 marzo 2011 e tuttora in corso.

Le forze e i gruppi iraniani e iracheni fedeli a Damasco sono dispiegati in un’ampia area nella periferia orientale di Deir Ezzor, in particolare tra le città al confine di al- Bukamal e al-Mayadeen. Negli ultimi mesi vi sono state speculazioni sulla ridistribuzione delle forze iraniane in Siria, ma al momento non è ancora chiaro quali siano stati i movimenti delle truppe. Secondo alcuni esperti, è probabile che Teheran stia occupando le caserme siriane, mentre gli Hezbollah libanesi stiano prendendo il controllo dei siti iraniani lasciati liberi, lasciando pensare ad uno stretto coordinamento militare tra l’Iran ed il suo alleato libanese.

Israele, dal canto suo, si è più volte detto determinato a frenare la crescita della forza militare dell’Iran in Siria, contro cui sarebbe suo diritto continuare a combattere come forma di auto-difesa. In particolare, Teheran starebbe cercando di creare una propria base militare permanente. Gli attacchi aerei israeliani rappresenterebbero altresì un tentativo di colpire i depositi di armi appartenenti ad Hezbollah. Quest’ultimo si concentra soprattutto presso Sayyidah Zaynab e Mezzeh, a Sud di Damasco. Il gruppo riceve il sostegno dell’Iran, che, a sua volta, utilizzerebbe l’aeroporto della capitale siriana per inviare armi e munizioni.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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