Immigrazione: “sentenza storica” per 5 eritrei riammessi in Italia

Pubblicato il 1 settembre 2020 alle 19:38 in Eritrea Italia

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Cinque cittadini eritrei sono arrivati in Italia dopo che il Tribunale di Roma ha riconosciuto il loro diritto a presentare domanda di asilo. Nel 2009, l’Italia aveva salvato i migranti nel Mar Mediterraneo e li aveva rimandati illegalmente in Libia.

La notizia è stata diffusa in un comunicato di Amnesty International Italia, che ha esultato per la decisione definendo “eccezionalmente simbolico” il rientro dei migranti in Italia. I 5 eritrei facevano parte di un gruppo di 89 persone che le autorità italiane hanno riportato in Libia nel 2009. Nel Paese Nordafricano questi sono stati nuovamente esposti a trattamenti disumani e degradanti, tra cui violenza e tortura. Sedici dei migranti, tutti cittadini eritrei, hanno attraversato l’Egitto e il deserto del Sinai e sono arrivati in Israele, dove per circa 10 anni “sono stati bloccati nel Paese, dove non è stato rispettato il loro diritto di chiedere asilo”, affermano le associazioni per la tutela dei diritti umani. Il 25 giugno 2016 hanno intentato un’azione legale presso il Tribunale Civile di Roma contro la Presidenza del Consiglio italiana e i Ministeri degli Esteri, della Difesa e degli Interni. Il 28 novembre 2019, il tribunale ha stabilito che il loro respingimento era illegale e ha ordinato di rilasciare un visto d’ingresso per consentire a questi individui di richiedere protezione internazionale. La sentenza ha anche condannato le autorità italiane ad un risarcimento dei danni.

Amnesty International ha affermato che la sentenza costituisce un precedente storico, in quanto stabilisce per la prima volta in un tribunale italiano il diritto di chi non è fisicamente presente in Italia a richiedere asilo. Uno dei 5 eritrei sbarcati a Fiumicino ha dichiarato: “Siamo felici di essere qui”. “Abbiamo ancora una volta fiducia nel sistema giudiziario e speriamo di ricevere la protezione di cui abbiamo bisogno”, ha aggiunto. Dopo un periodo di quarantena, i 5 eritrei potranno avviare la procedura per chiedere all’Italia il riconoscimento della protezione internazionale. Nei prossimi mesi è atteso l’arrivo di altri 3 migranti attualmente supportati dalla Ong Assaf. L’Italia è la meta della maggior parte dei migranti che partono dalle coste nordafricane, in particolare quelle della Libia e della Tunisia, e si spingono in un pericoloso viaggio attraverso il Mediterraneo. L’IOM e la UN Refugee Agency (UNHCR) hanno riferito che almeno 302 migranti e rifugiati hanno perso la vita lungo la rotta del Mediterraneo nell’arco del 2020, ma si stima che il numero di decessi sia più elevato di quello ufficiale. Inoltre, più di 17.000 persone sono approdate sulle coste di Italia e Malta, a bordo di imbarcazioni partite dalle coste tunisine e libiche. Tale cifra è pari a circa il triplo rispetto a quella registrata nel 2019.

L’ultimo tragico evento risale al 30 agosto, quando un incendio divampato a bordo di una nave di migranti ha causato la morte di almeno 4 persone al largo della città portuale di Crotone, nella costa meridionale della penisola italiana. L’incendio sembrerebbe essere stato causato da alcune taniche di carburante trasportate nell’imbarcazione e sarebbe stato seguito da un’esplosione, a seguito della quale si sarebbe alzata una lunga colonna di fumo visibile dalla riva, come riferito da alcuni bagnanti che si trovavano nei pressi di Crotone. Oltre alle 4 vittime, molti altri erano dispersi in mare e, tra i numerosi feriti, oltre ai migranti a bordo, ci sarebbero anche due membri dell’equipaggio della guardia di finanza italiana, di cui uno avrebbe riportato ustioni e l’altro lesioni ad un arto inferiore. L’imbarcazione, apparentemente una barca a vela, avrebbe ospitato almeno 20 persone. Al divampare dell’incendio, la Guardia Costiera italiana era già sul posto per trasferire i migranti.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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