Turchia, Erdogan: “I leader di Francia e Grecia sono avidi e incompetenti”

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 16:36 in Francia Grecia Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, si è scagliato contro i leader di Francia e Grecia, definendoli “avidi e incompetenti”, per aver messo in discussione le esplorazioni energetiche di Ankara nel Mediterraneo orientale. Le parole di Erdogan sono risuonate domenica 30 agosto, durante le celebrazioni per la vittoria del 1922 sulle truppe greche durante la guerra d’indipendenza turca. La disputa tra Ankara e Atene sui giacimenti petroliferi offshore del Mediterraneo orientale e il sostegno della Francia alla Grecia sta mettendo gravemente in crisi gli equilibri interni alla NATO. Anche Cipro è coinvolta nella controversia, dal momento che alcune esplorazioni si svolgono al largo delle sue coste e che lisola è da anni divisa da unarea sotto lamministrazione greco cipriota e unarea sotto lamministrazione turco-cipriota.

Alle celebrazioni di domenica, Erdogan ha chiesto: “I greci accetteranno quello che potrebbe accadere a causa dei loro leader avidi e incompetenti? E i francesi sanno il prezzo che pagheranno a causa dei loro leader avidi e incompetenti?”. “Quando verrà il momento di lottare, non esiteremo a fare sacrificiha aggiunto il presidente, concludendo il suo discorso con la frase: Ai nostri nemici diciamo: Fatevi avanti.

Nella giornata di sabato 29 agosto, Ankara ha annunciato nuove manovre militari nel Nord di Cipro, che dureranno fino all’11 settembre. Nel frattempo, il giorno prima, il 28 agosto, l’Altro rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha minacciato la Turchia affermando che l’UE potrebbe imporre nuove sanzioni a suo caricose il Paese non dovesse compiere progressi nel ridurre le crescenti tensioni con la Grecia e Cipro nel Mediterraneo Orientale. L’Alto rappresentante dell’UE ha specificato che le sanzioni potrebbero limitare la capacità della Turchia di continuare con le esplorazioni di gas naturale nelle acque contese e potrebbero colpire individui, navi o l’utilizzo di porti europei. 

Da parte sua, Parigi ha avvertito Erdogan di non giocare con il fuoco. Dal 26 al 28 agosto, fregate e aerei da combattimento francesi si sono uniti alle forze greche, italiane e cipriote nellesercitazione Eunomia. Nella stessa parte del Mediterraneo, il 14 agosto, si era verificata una lieve collisione tra navi da guerra turche e greche che seguivano le attività della nave da ricognizione di Ankara Oruc Reis.

La Turchia e la Grecia, che fanno entrambe parte della NATO, hanno opinioni contrastanti per quanto riguarda i diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo Orientale, non trovandosi d’accordo sul limite dell’estensione delle rispettive piattaforme continentali. Le tensioni tra le due si sono riaccese dopo che entrambe hanno firmato accordi concorrenti sui propri confini marittimi, rispettivamente con la Libia e con l’Egitto, provocando un notevole incremento dell’attività militare nelle acque del Mediterraneo Orientale.

La disputa energetica nel Mediterraneo orientale si inserisce poi nell’ambito della più ampia questione cipriota, ossia la disputa tra Nicosia e Ankara in merito alla sovranità sull’isola, il cui territorio risulta diviso dalla cosiddetta “linea verde” che separa l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte di nazionalisti greco-ciprioti che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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