Tokyo cerca un nuovo premier tra volontà popolare e di partito

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 19:46 in Asia Giappone

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Il Partito liberal democratico (PLD) del Giappone, attualmente il partito di governo del Paese, ha indetto una votazione che si terrà verso la metà del mese di settembre per nominare il successore dell’ormai ex-primo ministro Shinzo Abe, che ha rassegnato le proprie dimissioni lo scorso 28 agosto.

Il sistema parlamentare giapponese prevede che il leader del partito di maggioranza diventi il primo ministro del Paese e, per questo, il PLD ha indetto un incontro straordinario per il primo settembre per stabilire la data esatta delle votazioni, che, secondo molti, potrebbe essere il 14 settembre. Il voto sarà condotto seguendo una procedura snellita e parteciperanno i soli parlamentari e i rappresentanti locali, escludendo i membri delle zone rurali.

Al momento, sebbene non abbiano ancora dichiarato pubblicamente le proprie candidature, i nomi sul tavolo sarebbero quattro, un ex-ministro della Difesa, Shigeru Ishiba, il segretario generale del governo, Yoshihide Suga, l’attuale ministro della Difesa, Taro Kono, e il capo politico del PLD, Fumio Kishida.

Secondo una statistica, Ishiba sembrerebbe essere il candidato favorito dalla popolazione, con un gradimento del 34%, ma sembrerebbe mancare di supporto all’interno del PLD stesso, al suo nome sarebbe secondo quello di Suga, sebbene con un consenso popolare ben inferiore, attestandosi solamente al 14%. In base ad un’altra ricerca, invece, Ishiba avrebbe il 28% delle preferenze e sarebbe seguito da Kono al 15% mentre Suga si attesterebbe ad appena l’11% dei consensi. Kishida, che era stato ministro degli Esteri fino al 2017, è arrivato in fondo ad entrambe le statistiche ma sembrerebbe essere il candidato favorito dallo stesso Abe.

I dati previsionali raccolti hanno mostrato una netta divisione tra le preferenze dell’opinione pubblica e quelle interne al Partito liberal democratico, dove è fondamentale il sostegno delle varie correnti, del quale Ishiba sarebbe al momento sprovvisto. Suga, al contrario, sembrerebbe avere il sostegno di più fazioni, tra cui quella guidata dal segretario del Partito, il generale Toshihiro Nikai, e quella con a capo l’attuale vice premier, Taro Aso. Nonostante Suga sembrerebbe essere la scelta più sicura per mantenere la compattezza del partito, guardando alle prossime elezioni parlamentari che avranno luogo nell’ottobre del 2021, andando contro al volere popolare il PLD potrebbe mettere a rischio la maggioranza parlamentare che detiene.

Ishiba è stato finora tra i critici dell’ex-primo ministro Abe all’interno del Partito e, nel 2018, si era proposto come alternativa alle ultime primarie. In un’intervista rilasciata a Reuters il 31 agosto, Ishiba avrebbe dichiarato che la popolazione vorrebbe che il PLD restasse al potere ma, dopo le dimissioni di Abe, si sta chiedendo chi avrà un approccio diverso e ha sostenuto che, nonostante abbia sfidato Abe, gode di più consensi di coloro che non l’hanno fatto. Secondo il vice direttore del Center for Rule-Making Strategies della Tama University,Brad Glosserman, Suga non avrebbe né la visione né il carismo per indirizzare il Giappone in una nuova direzione e potrebbe restare un eterno “numer 2” di Abe, continuando a replicare le sue promesse.

Abe ha rassegnato le sue dimissioni dopo sette anni e otto mesi alla guida del Paese, citando problemi di salute. Il 65enne aveva dichiarato di voler evitare di causare problemi al governo per il peggioramento delle sue condizioni. Abe è stato affetto da colite ulcerosa per anni e due recenti visite ospedaliere in una settimana avevano sollevato dubbi sul fatto che potesse rimanere in carica fino alla fine del suo mandato, prevista per settembre 2021. 

Il 31 agosto, Abe ha avuto una telefonata con il presidente degli USA, Donald Trump, al quale ha assicurato che le relazioni bilaterali tra i due Paesi continueranno ad essere rafforzate anche dopo le sue dimissioni e che la politica di rafforzamento dell’alleanza Tokyo-Washington sarà portata avanti. Tra i dossier in fase di valutazione, ci sarebbe un importante sistema di difesa missilistica che il Giappone intende ottenere dagli USA per difendersi dalle minacce nord-Coreane che è stato discusso anche durante l’ultimo incontro tra i ministri della Dipesa dei Due Paese, Kono e Mark Esper, il 29 agosto. Durante la telefonata, Trump ha elogiato Abe come il miglior primo ministro giapponese della storia.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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