Svezia: manifestazione di estrema destra provoca scontri e violenze

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 10:12 in Europa Svezia

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Almeno 10 persone sono state arrestate e diversi agenti di polizia sono rimasti feriti, in Svezia, durante le violenze seguite a una manifestazione di estrema destra in cui è stata bruciata una copia del Corano. I manifestanti, riuniti nella città di Malmo, hanno lanciato pietre contro la polizia, intervenuta per fermare i raduni illegali, e hanno bruciato macchine e pneumatici per le strade della città a partire dalla tarda serata di venerdì 28 agosto, con un’escalation di violenza che è andata avanti per tutta la notte e il giorno successivo.

La manifestazione di Malmo, che ha coinvolto circa 300 persone, è stata collegata alla protesta iniziata nel quartiere di Rosengard, abitato principalmente da immigrati, dove alcuni attivisti di estrema destra hanno bruciato una copia del Corano, secondo quanto riferito dal portavoce della polizia, Rickard Lundqvist.

Il politico danese anti-musulmano Rasmus Paludan avrebbe dovuto partecipare alla manifestazione, ma è stato fermato dalla polizia al confine tra Svezia e Danimarca, ha aggiunto Lundqvist. Luomo, che guida il partito di estrema destra danese dalla dura linea anti-immigrazione, è stato bandito dall’entrare in Svezia per due anni.

“Sospettiamo che avrebbe infranto la legge in Svezia”, ha detto all’Afp Calle Persson, portavoce della polizia di Malmo. “C’era anche il rischio che il suo comportamento potesse rappresentare una minaccia per la società”, ha aggiunto. Tuttavia, i sostenitori di Paludan sono andati avanti con la manifestazione e, al termine delle violenze, almeno 10 persone sono state arrestate per incitamento all’odio razziale.

Poco dopo la vicenda, Paludan ha pubblicato un messaggio su Facebook. “Rimandato indietro e bandito dalla Svezia per due anni. Stupratori e assassini invece sono sempre i benvenuti!” ha scritto il politico danese. L’anno scorso, luomo aveva attirato l’attenzione dei media per aver bruciato un Corano avvolto nella pancetta, un tipo di carne vietata dall’Islam. A giugno, Paludan era stato condannato a una pena detentiva di tre mesi in Danimarca per una serie di violazioni delle leggi nazionali sull’incitamento all’odio.

La Svezia, membro dell’Unione Europea dal 1995, ma non della NATO, è particolarmente impegnata nella lotta al terrorismo e nel contrasto interno ed esterno all’estremismo violento. Nel 2019 il Paese è stato teatro di oltre 100 esplosioni, configurando un contesto che, secondo la polizia svedese, non avrebbe precedenti. Nello specifico, il fenomeno del crimine è relativamente nuovo per la Svezia, la quale, fino al 2017 non aveva neanche un indicatore per tale voce. Nel 2018, però, 162 esplosioni, si cui 30 solo negli ultimi 2 mesi dell’anno, hanno colpito il Paese e, da quel momento, la Svezia si è trovata a dover fronteggiare un nuovo fenomeno.  

Per fronteggiare tale emergenza, diverse squadre operative dell’intelligence svedese sono state inviate negli Stati Uniti, in Germania e nei Paesi Bassi, per lavorare con specialisti delle bande criminali. Parallelamente, le squadre collaborano con gli esperti delle Forze Armate svedesi che si sono occupate di ordigni esplosivi nel corso della loro attività presso i teatri africani e dell’Afghanistan. Tale esigenza di formazione è emersa in quanto il fenomeno del crimine “è nuovo per la Svezia”, la quale si trova a dover ricercare altrove l’esperienza, secondo quanto dichiarato dal capo del Dipartimento operativo di Stato, Mats Lovning.  

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Chiara Gentili

di Redazione

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