Ruanda: arrestato per terrorismo “l’eroe” del genocidio

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 16:20 in Africa Ruanda

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Le autorità del Ruanda hanno arrestato Paul Rusesabagina con l’accusa di terrorismo. L’uomo era considerato un eroe durante i tragici eventi che hanno sconvolto il Paese nel 1994. 

Rusesabagina è stato interpretato da Don Cheadle nel film nominato all’Oscar “Hotel Rwanda”, che raccontava la storia di come questo ha usato il suo lavoro di direttore d’albergo e le sue connessioni con l’élite dell’etnia hutu per proteggere la minoranza tutsi in fuga dal massacro. Il 31 agosto, due agenti di polizia hanno portato il 66enne al quartier generale dell’Ufficio Investigativo del Ruanda e hanno lasciato che i media lo filmassero e scattassero fotografie. Rusesabagina, che indossava una maschera davanti al viso, non ha rilasciato dichiarazioni. In passato ha denunciato di essere vittima di una campagna diffamatoria in Ruanda. 

“Rusesabagina è sospettato di essere un fondatore, un leader, uno sponsor o un membro di gruppi terroristici estremisti armati violenti” hanno riferito le autorità. “Queste organizzazioni operano in vari luoghi della regione e all’estero”, hanno aggiunto. L’uomo dovrà affrontare diverse accuse, tra cui “terrorismo, finanziamento del terrorismo, incendio doloso, rapimento e omicidio”. Rusesabagina si è trasferito all’estero dopo il genocidio e ha ottenuto riconoscimenti in tutto il mondo, ricevendo il più alto riconoscimento civile degli Stati Uniti, la medaglia presidenziale della libertà, nel 2005. Tuttavia, nel suo Paese, ha scatenato l’indignazione di molto, lanciando avvertimenti su un altro possibile genocidio, questa volta ad opera dei tutsi contro gli hutu. Si è quindi attirato critiche da alcuni sopravvissuti ai massacri del 1994 e dal presidente Paul Kagame che lo hanno accusato di sfruttare il genocidio per fini commerciali.

Nel 2010, il procuratore generale del Paese ha dichiarato che le autorità avevano prove che Rusesabagina aveva finanziato gruppi terroristici, anche se non sono state mosse accuse. L’uomo avrebbe avuto un ruolo in una serie di presunti attacchi da parte dei ribelli del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN) nel Sud del Ruanda, lungo il confine con il Burundi, nel 2018. Rusesabagina, il cui padre era hutu ma la madre e la moglie erano tutsi, ha negato di aver esagerato il suo ruolo nel salvataggio dei tutsi e non ha risposto pubblicamente alle accuse di sostegno a gruppi armati. In Ruanda sono stati innumerevoli i conflitti  tra la tribù degli hutu e quella dei tutsi.

Nel 1959, quando il Belgio cedette il controllo del Paese ai primi si verificò un grave scontro etnico, a seguito del quale iniziò un lungo periodo di segregazione e massacri. Circa 800.000 tutsi e hutu moderati furono massacrati in 100 giorni nella nazione dell’Africa centrale, a partire dal 6 aprile 1994. Il 16 maggio, il Ministero della Giustizia francese aveva comunicato l’arresto di Felicien Kabuga, ritenuto uno dei responsabili della morte di circa 800.000 persone. L’uomo di 84 anni è stato catturato ad Asnieres-Sur-Seine, nei pressi di Parigi. Kabuga era il criminale maggiormente ricercato in Ruanda e sulla sua cattura gli USA avevano posto una taglia di 5 milioni di dollari. Stando all’International Residual Mechanism for Criminal Tribunals (IRMCT) dell’Onu, nel 1997, Kabuga è stato incriminato per sette capi di accusa tra i quali figurano genocidio, complicità in genocidio e istigazione al genocidio. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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