L’Egitto desidera partecipare alla ricostruzione dell’Iraq

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 12:23 in Egitto Iraq

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Una delle priorità attuali dell’Iraq è ricostruire il Paese a seguito della lotta contro lo Stato Islamico. Le aziende egiziane sembrano voler avere un ruolo in tali progetti, sebbene vi siano ostacoli da superare.

Ciò è stato testimoniato da una serie di incontri che hanno avuto luogo negli ultimi giorni, tra cui un vertice tripartito tra Giordania, Iraq ed Egitto, svoltosi ad Amman il 25 agosto, e che ha visto la presenza del presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, del monarca giordano, Abdullah II, e del premier iracheno, Mustafa al-Kadhimi. Il meeting si è concentrato principalmente sull’espansione della cooperazione economica tra i tre Paesi, in particolare sui progetti in materia di elettricità, energia ed uno spazio economico comune.

Poi, il ministro di Stato egiziano per la produzione militare, Mohamed Ahmed Morsi, ha incontrato, nella capitale egiziana, l’ambasciatore iracheno al Cairo, Ahmed Nayef al-Dulaimi, per discutere della cooperazione tra Iraq ed Egitto in diversi ambiti industriali. Durante l’incontro, Morsi ha affermato l’impegno del suo Paese a mettere a disposizione le proprie capacità industriali, tecnologiche e umane per partecipare ai progetti di ricostruzione dell’Iraq, oltre che ai piani riguardanti sia l’ambito della difesa sia quello civile. Parallelamente, il ministro egiziano per l’edilizia abitativa, Assem al-Jazzar, ha incontrato il presidente della Federazione irachena, Ali al-Sanafi, per discutere del trasferimento di competenze ed esperienze egiziane nel campo dell’edilizia e dello sviluppo urbano verso l’Iraq.

Alla luce di questi incontri, Hassan Abdel Aziz, capo dell’Unione africana degli imprenditori edili, che ha partecipato all’incontro tra al-Jazzar e al-Sanafi, ha affermato che, a parer suo, l’Egitto ha un grande desiderio di partecipare alla ricostruzione dell’Iraq. Secondo quanto riferito dal quotidiano al-Arab, gli investitori egiziani del settore edile e delle costruzioni stanno cercando di monopolizzare una quota nel mercato iracheno, dopo il riavvicinamento tra i due Paesi. Da un lato, Baghdad sta aprendo le proprie porte ad attori esterni in grado di favorire una nuova fase di sviluppo per i territori iracheni. Dall’altro lato, Il Cairo sembra possedere le competenze giuste per replicare i piani urbanistici ed infrastrutturali già realizzati nel proprio Paese.

In tale quadro, Abdel Aziz ha riferito che società egiziane prenderanno parte a progetti rilevanti, nonché prioritari, per l’Iraq, volti a risanare le crisi vissute dal Paese a livello di alloggi, forniture idriche, elettricità, servizi igienico-sanitari e in altri ambiti. Le relazioni tra i due Paesi, è stato affermato, sono positive e anche gli iracheni preferiscono trattare con aziende che hanno già esperienza in tali campi. Secondo alcuni esperti, Il Cairo può vantare di un vasto curriculum nell’ambito dello sviluppo urbano, e ciò è stato visibile a livello nazionale così come in altri Paesi arabi e africani. Tra le aziende più note vi sono Arab Contractors, Orascom Construction e Petrojet.

Inoltre, a detta del quotidiano, l’Iraq potrebbe presto garantire la sicurezza richiesta dagli investitori esteri. A tal proposito, la Giordania potrebbe fungere da mediatore, nonché da canale per il trasferimento di attrezzatura e personale. Per tale ragione, l’obiettivo del vertice del 25 agosto è stato promuovere una maggiore cooperazione, con il fine di eliminare quegli ostacoli che limitano l’ingresso di aziende e lavoratori in Iraq. Circa le relazioni tra Il Cairo e Baghdad, è stato evidenziato che queste si basano su un approccio economico, strategico e di cooperazione in vari campi. Tuttavia, si pensa che, a partire da tale livello, le due parti potranno sviluppare legami strategici in futuro.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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