La Cina denuncia la visita ufficiale della Repubblica Ceca a Taiwan

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 15:48 in Cina Repubblica Ceca Taiwan

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Il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha affermato, il 31 agosto che il presidente del Senato della Repubblica Ceca, Milos Vystrcil, pagherà a caro prezzo la sua visita ufficiale a Taiwan, che ha ricordato “è parte indivisibile del territorio cinese”. Parallelamente le autorità di Praga hanno richiamato l’ambasciatore cinese nel Paese, Zhang Jianmin, per avere spiegazioni in merito alle affermazioni del ministro degli Esteri cinese.

Appena arrivato in visita in Germania, l’ultima tappa del suo tour europeo che si concluderà il primo settembre, il ministro Wang ha affermato che sfidare il principio “una sola Cina”, che regola lo status di Taiwan, significa inimicarsi gli 1,4 miliardi di cittadini cinesi e rappresenta una violazione della fiducia internazionale. Wang ha dichiarato che il governo cinese non starà a guardare e farà in modo che Vystrcil paghi per il suo comportamento “non lungimirante” e per il suo opportunismo politico. Il popolo e il governo cinese non tollereranno una così aperta provocazione da parte del presidente del Senato ceco e delle “forze anti-cinesi” alle sue spalle.

Il 30 agosto scorso, Vystrcil si è recato in visita di Stato a Taiwan guidando una delegazione di 89 persone, per promuovere i legami economici tra Praga e Taipei. Insieme al presidente del Senato, è giunto a Taipei anche il sindaco di Praga, Zdenek Hrib, il quale, lo scorso 12 gennaio, aveva cancellato i legami di gemellaggio tra la capitale ceca e Pechino, sostituendo quest’ultima proprio con Taipei. Il presidente del Senato è stato il primo politico ceco a recarsi nell’isola asiatica negli ultimi 16 anni dall’ultima visita dell’allora presidente, Vaclav Havel. Durante la giornata del 31 agosto sono stati firmati 3 memorandum d’intesa e, il prossimo 3 settembre, Vystrcil incontrerà la presidente del governo di Taiwan, o Repubblica di Cina (ROC), Tsai Ing-wen.

Vystrcil ha tenuto un discorso alla National Chengchi University di Taipei, durante il quale ha elogiato la democrazia di Taiwan, affermando che i valori di libertà, verità e giustizia che ne derivano sono ciò che accomuna i rispettivi Paesi.  Vystrcil ha anche aggiunto che la Repubblica Ceca sa molto bene cosa significhi avere un “grande fratello” alle spalle che non perdona mai debolezze ed errori, e ha ribadito che i Paesi democratici dovrebbero sostenersi  l’un l’altro e appoggiare chi sta combattendo per la propria democrazia o è minacciato dai grandi e dai potenti, come sta avvenendo ad Hong Kong e in Bielorussia.

Dopo le reazioni di Wang alla visita di Vystrcil, il ministro degli Esteri della Repubblica Ceca, Tomas Petricek, ha affermato che, sebbene il governo di Praga non abbia approvato la visita, le affermazioni di Wang sono state troppo forti e, per questo, ha deciso di convocare l’ambasciatore cinese in Repubblica Ceca per avere una spiegazione in merito. Petricek ha affermato che nonostante la visita abbia chiaramente avuto un impatto sulle relazioni con la Cina, le parole di Wang hanno “superato il limite”. Da parte sua, Vystrcil ha commentato le esternazioni di Wang sostenendo che esse abbiano rappresentato un’interferenza negli affari interni della Repubblica Ceca che è “un Paese libero alla ricerca di buone relazioni con tutti i Paesi e che sarà tale anche in futuro, a prescindere dai commenti del ministro cinese”. Vystrcil ha affermato che la sua visita non è stata in alcun modo organizzata per affrontare politicamente altri Paesi.

Nonostante le azioni del presidente del Senato, dalla sua nomina a capo della Repubblica Ceca nel 2013, il presidente in carica, Milos Zeman, ha cercato legami economici e politici più stretti con la Cina  ma, ad oggi, tale aspettativa sarebbe stata disattesa da investimenti che non sono andati a buon fine e dall’esitazione di Praga nel far partecipare l’azienda cinese Huawei alla costruzione della propria rete 5G.

Quella di Vystrcil è stata la seconda visita ufficiale condotta da un Paese occidentale a Taiwan e ha seguito quella del segretario alla Salute e ai Servizi umani degli Stati Uniti, Alex Azar, condotta dal 9 al 12 agosto scorsi e che ha rappresentato il viaggio di più alto livello di un funzionario statunitense a Taipei dal 1979. A livello internazionale, la visita di Vystrcil rappresenta un’ulteriore vittoria diplomatica, dopo la visita di Azar e dopo l’istituzione di uffici di rappresentanza con Somaliland, un territorio che reclama la propria autonomia ma che fa parte della Somalia.

Per l’esecutivo di Pechino, Taiwan e la Cina continentale formano un solo Paese di cui l’isola sarebbe una provincia, in base a quanto stabilito dal principio di “una sola Cina” che riconosce il solo governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC). Nonostante ciò, a Taipei, è presente un esecutivo autonomo, con a capo la presidente avversa alla Cina continentale, Tsai Ing-wen, la quale ha sempre categoricamente respinto il principio di “una sola Cina” e ha trionfato con una grande maggioranza alle ultime elezioni sull’isola, lo scorso 11 gennaio. Il governo del presidente cinese, Xi Jinping, da parte sua, ha però più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico del suo governo, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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