Germania: proteste contro il coronavirus, interviene la polizia

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 12:13 in Europa Germania

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La polizia tedesca ha disperso decine di migliaia di manifestanti riunitisi a Berlino per manifestare contro le restrizioni imposte dal governo per frenare l’epidemia di coronavirus. L’intervento delle forze dell’ordine è stato giustificato dal fatto che i partecipanti al raduno non sono riusciti a mantenere la distanza sociale di almeno un metro e si sono rifiutati di indossare le mascherine. Iniziate sabato 29 agosto, le proteste si sono protratte anche domenica 30, con centinaia di persone che hanno continuato a riunirsi davanti l’iconica Porta di Brandeburgo di Berlino, sfidando gli ordini della polizia e fomentando scontri in diverse parti della città.

“Sfortunatamente, non abbiamo avuto altra scelta”, ha detto la polizia di Berlino su Twitter, riferendosi allo smantellamento. “Tutte le misure adottate non hanno portato al rispetto delle condizioni”, ha aggiunto. Un portavoce della polizia ha specificato che i manifestanti si sono dispersi per lo più pacificamente, sebbene ci siano state anche segnalazioni sui social media di disordini sporadici, come incendi e strade bloccate. Almeno due persone sono state arrestate dopo che bottiglie e pietre sono state lanciate contro le forze dell’ordine, ha chiarito il portavoce.

I manifestanti hanno portato con loro una vasta gamma di striscioni che proclamavano la loro opposizione alle vaccinazioni, alle mascherine e al governo tedesco in generale. Alcuni, tra la folla, hanno sventolato bandiere del Reich tedesco, mentre diversi manifestanti indossavano abiti con slogan nazionalisti e insegne neonaziste. La maggior parte dei partecipanti alle proteste, tuttavia, ha negato di avere opinioni di estrema destra. La polizia di Berlino, che ha dispiegato circa 3.000 agenti per controllare una folla stimata di almeno 18.000 persone, si era preparata a possibili violenze poiché gli attivisti avevano esortato attraverso i social media diversi seguaci in tutta Europa ad armarsi e riunirsi nella capitale tedesca.

Nel mezzo delle proteste, sabato 29 agosto, una folla di persone riunite davanti a un edificio di Bergisch-Gladbach ha insultato e urlato contro il ministro tedesco della Salute, Jens Spahn, mentre abbandonava un evento della campagna elettorale dei suoi Democratici Cristiani (CDU). Quando l’uomo si è avvicinato ai manifestanti indicando con un gesto che voleva parlare, gli insulti e gli scherni non si sono placati e alcuni hanno sputato contro di lui. “Chiunque sputi e molesti politici democraticamente eletti viola la costituzione tedesca e si rende un outsider”, ha twittato il ministro dell’Economia, Peter Altmaier. Dal canto suo, Spahn ha dichiarato al quotidiano Rheinische Post che la società riuscirà a restare unita solo se ci sarà un dialogo pacifico con coloro che si oppongono alle misure di prevenzione anti-coronavirus. “Questa strategia però può funzionare solo se entrambe le parti sono disposte ad ascoltare. Quando le persone urlano, si sputano e si insultano a vicenda, semplicemente non funziona”, ha precisato il ministro.

Finora, la Germania ha gestito la crisi del coronavirus meglio di molte delle sue controparti europee, con test rigorosi che hanno aiutato a contenere infezioni e decessi. Ad oggi, il Paese ha segnalato oltre 240.000 casi e quasi 9.400 decessi. Ma le nuove infezioni quotidiane hanno subito un’accelerazione nelle ultime settimane, come del resto in gran parte del mondo. Venerdì 29 agosto, la cancelliera tedesca Angela Merkel ha esortato i cittadini a mantenere alta la guardia contro il virus. “Questa è una questione seria, più seria che mai, e dobbiamo continuare a prenderla sul serio”, ha dichiarato la Merkel.

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Chiara Gentili

di Redazione

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