Afghanistan: attacco contro i talebani dopo l’esplosione a Kabul

Pubblicato il 31 agosto 2020 alle 11:39 in Afghanistan Asia

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Almeno 11 talebani sono stati uccisi in un attacco aereo delle forze afghane nella provincia settentrionale di Faryab, il giorno dopo che un’esplosione a Kabul ha causato 1 vittima e 1 ferito. 

La notizia dell’assalto contro i talebani è stata resa nota il 31 agosto, dal 209 Shaheen Army Corps. L’attacco aereo ha avuto luogo il 30 agosto nel distretto di Qarma Qul e il campo talebano è stato distrutto. La dichiarazione non ha fornito ulteriori dettagli. Tale operazione delle forze governative arriva dopo che una persona è stata uccisa e un’altra è rimasta ferita in un’esplosione a Kabul la notte del 29 agosto, secondo quanto riferito dalla polizia di Kabul. La detonazione è avvenuta intorno alle 19:40, ora locale, a Qala-e-Mir Abbas, nel PD9,, mentre le forze di sicurezza stavano perquisendo una casa sospetta. Durante la ricerca “una mina artigianale è esplosa che ha ucciso un agente e ne ha ferito un altro”, secondo la polizia di Kabul. “Le indagini preliminari della polizia mostrano che queste persone erano impegnate a fabbricare mine”, hanno riferito le autorità, aggiungendo che si ritiene che le vittime siano gli stessi che fabbricano gli esplosivi.

Le violenze nel Paese non si sono mai fermate e gli incidenti sono all’ordine del giorno. Un rapporto della Commissione Indipendente per i Diritti Umani dell’Afghanistan (AIHRC) ha rilevato che 1.213 civili sono stati uccisi e 1.740 sono rimasti feriti nei primi 6 mesi del 2020 in Afghanistan. Nel 2019, 979 civili sono stati uccisi e altri 2.359 feriti nei primi 6 mesi dell’anno. Durante l’anno corrente, una media di 16 civili al giorno sono diventati vittime di violenza in Afghanistan e i talebani sono responsabili del 48.5% delle vittime e le forze afghane del 15.5%. Il rapporto ha accusato “autori sconosciuti” del 26.7% delle vittime, l’ISIS del 6.3% e le forze internazionali del 2.3%. La restante percentuale è stata causata dai razzi delle forze pakistane sulle province di Kunar, Kandahar, Paktia e Khost nell’Afghanistan orientale e meridionale.

Nonostante l’alto livello di confliettualità, anche gli sforzi diplomatici internazionali non si sono arrestati. Una delegazione talebana di 6 membri, guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, ha incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, il 26 agosto e ha discusso i recenti progressi nel processo di pace afghano. Il Ministero degli Affari esteri pakistano ha riferito che i talebani hanno informato Qureshi sull’ultima attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti. Da parte sua, Qureshi ha discusso del processo di pace afghano e delle potenziali minacce alla sua attuazione. Il ministro ha sottolineato gli sforzi del Pakistan per garantire una pace e una stabilità durature nella regione. 

Tuttavia, il Paese si trova ancora in una situazione instabile, che dura ormai da decenni. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, in quanto era stato da lì che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti ed era lì che si nascondeva il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo anni di scontri e progressi diplomatici, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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