Il traffico di esseri umani tra Vietnam e Regno Unito

Pubblicato il 30 agosto 2020 alle 7:57 in Immigrazione UK Vietnam

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Un autotrasportatore irlandese di 40 anni si è dichiarato colpevole per l’omicidio colposo di 39 persone, donne e uomini vietnamiti trovati morti nel retro di un camion refrigerato nei pressi di Londra. 

Il 23 ottobre 2019, nel Sud-Est dell’Inghilterra sono stati ritrovati i corpi di 8 donne e 31 uomini all’interno di un camion refrigerato. Questi avevano tentato di introdursi illegalmente nel Paese. La polizia aveva poi confermato, lo scorso primo novembre, che si trattava di cittadini vietnamiti, la cui identificazione era stata accertata in seguito a un test del DNA. Cinque arresti sono stati effettuati nel Regno Unito in relazione alle morti. Tre persone sono state interrogate per omicidio colposo e cospirazione al traffico di esseri umani, anche se sono state rilasciate su cauzione. Altri due uomini dell’Irlanda del Nord, tra cui l’autista del camion, sono invece apparsi in tribunale con 39 capi d’accusa, tra cui omicidio colposo, reati di traffico di esseri umani e di immigrazione.

Ronan Hughes è apparso presso la corte di Old Bailey, in un caso che ha scioccato la Gran Bretagna e il Vietnam e ha fatto luce su un traffico illecito di esseri umani tra i due Paesi. Il più anziano delle vittime aveva 44 anni e tre avevano meno di 18 anni, inclusi due ragazzi di 15 anni. La maggior parte proveniva dalle province di Nghe An e Ha Tinh nel Vietnam centro-settentrionale, dove le scarse prospettive di lavoro, i disastri ambientali e la promessa di ricompense finanziarie alimentano la migrazione. Hughes ha anche ammesso di aver cospirato per aiutare l’immigrazione illegale. Il conducente del camion, Maurice Robinson, anche lui proveniente dall’Irlanda del Nord, si era già dichiarato colpevole di omicidio colposo. Un terzo uomo, Eamonn Harrison, 23 anni, anch’egli concittadino degli altri due, si è dichiarato non colpevole delle stesse accuse.

A seguito della scoperta dei corpi, in Vietnam, i media nazionali hanno riferito che la polizia nella provincia di Ha Tinh aveva arrestato due persone legate alla vicenda dopo aver avviato un’indagine sul presunto traffico di lavoratori locali. L’investigazione era stata condotta in seguito alle segnalazioni di dieci famiglie provenienti da Nghen Town, Thien Loc, Vinh Loc e Thanh Loc, le quali avevano contattato le autorità per informare di aver perso i contatti con i propri parenti. Non è ancora noto come le vittime siano entrate nel camion prima che questo viaggiasse da Zeebrugge, in Belgio, a Purfleet, nell’Essex.

Non si tratta di un episodio isolato in Europa. Il 14 luglio, polizia e i doganieri di Berlino hanno trovato 31 migranti nascosti in un camion refrigerato vicino al confine con la Repubblica Ceca. Il mezzo aveva un numero di targa turco e trasportava anche della frutta. I migranti erano tutti maschi e di età compresa tra 18 e 47 anni e provenivano da Turchia, Siria, Iran e Iraq. Riguardo all’autista del camion, si tratta di un cittadino turco di 57 anni, subito arrestato. In tale contesto, la perquisizione del veicolo rientrava in una regolare operazione di repressione dei crimini transfrontalieri. Di fatto, negli ultimi anni, i tentativi dei migranti di entrare nell’Unione Europea all’interno di camion merci sono aumentati significativamente. 

Un altro episodio simile si è verificato il 7 luglio, quando le autorità della Macedonia del Nord hanno trovato 211 migranti, tra cui 63 minori, nascosti in un camion vicino al confine meridionale del Paese con la Grecia, durante un controllo di routine su una strada regionale. Nel dettaglio, una pattuglia di frontiera ha fermato il tir verso la mezzanotte del 6 luglio, vicino alla città di Gevgelija, scoprendo i migranti ammassati all’interno. Questi ultimi, 144 provenienti dal Bangladesh e 67 dal Pakistan, sono stati trattenuti e trasferiti in un centro di transito per rifugiati a Gevgelija, in attesa di essere deportati in Grecia. Riguardo al camionista, si tratta di un cittadino macedone di 27 anni, identificato dalla polizia solo con le iniziali E.P., il quale è stato arrestato subito dopo il controllo.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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