Russia espelle diplomatico norvegese

Pubblicato il 30 agosto 2020 alle 6:22 in Norvegia Russia

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La decisione è stata notificata all’ambasciatore norvegese a Mosca, il quale è stato convocato presso il Ministero degli Esteri russo.

La Federazione Russa ha deciso di espellere un consigliere della missione diplomatica norvegese in risposta all’espulsione da parte del governo di Oslo di un diplomatico russo dopo uno scandalo di spionaggio, riferisce il quotidiano russo TASS.

Nella giornata di venerdì, l’ambasciatore norvegese in Russia, Rune Resaland, è stato convocato presso il Ministero degli Esteri per discutere la situazione in essere.

Il Ministero degli Esteri norvegese ha a sua volta fatto sapere di ritenere l’espulsione del proprio diplomatico “assolutamente infondata”, in quanto questi  “non ha violato alcuna regola”.

Da parte sua, Mosca ha invece riferito che le azioni intraprese da Oslo nelle scorse settimane hanno avuto come risultato quello di deteriorare le relazioni tra i due Paesi.

Nelle scorse settimane l’ambasciatore Resaland era già stato convocato proprio in seguito all’espulsione da parte di Oslo del diplomatico russo accusato di spionaggio.

L’evento era accaduto verso la metà di agosto, quando il Servizio di sicurezza della polizia norvegese (PST) aveva reso noto l’arresto di un uomo di 50 anni, sospettato di aver passato informazioni riservate “ad una spia russa”.

Stando a quanto riportato dal PST, il sospettato avrebbe trasmesso delle informazioni che “potrebbero nuocere agli interessi fondamentali della Norvegia” e per questo rischierebbe fino a 15 anni di detenzione.

In riferimento a tale avvenimento, un membro del personale diplomatico dell’ambasciata russa in Norvegia era stato dichiarato persona non grata dal governo di Oslo.

Non è la prima volta che le relazioni tra i due Paesi diventano teatro di tensioni. Ad esempio, la disputa territoriale sul Mare di Barents per decenni rese tese le relazioni diplomatiche tra Norvegia e Unione Sovietica, disputa che venne risolta in via definitiva da Norvegia e Russia il 27 aprile 2010.

Anche durante la Guerra Fredda, discordanze sull’interpretazione del Trattato delle Svalbard riscaldarono ulteriormente il dibattito politico internazionale. Dal 1931, l’Unione Sovietica mantenne una presenza forte nell’arcipelago a Barentsburg, Grumant e a Pyramiden attraverso la compagnia mineraria Arktikugol. Nel 1958, la Norsk Polar Navigasjon propose la costruzione di un aeroporto civile alle Svalbard, ma questa idea venne rigettata dall’Unione Sovietica. Le proteste continuarono da ambo le parti sino ad un accordo bilaterale che permise la costruzione dell’Aeroporto delle Svalbard a Longyear.


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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione

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