Guardia costiera italiana soccorre la Louise Michel di Bansky

Pubblicato il 29 agosto 2020 alle 19:49 in Immigrazione Italia

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La Guardia costiera italiana ha inviato aiuti alla nave da soccorso Louise Michel, il 29 agosto, dopo che l’imbarcazione aveva inviato più richieste d’aiuto urgenti, dichiarando di essere in difficoltà nel Mediterraneo e di essere sovraccarica di migranti a bordo.

La Guardia costiera di Roma ha affermato che una sua nave da pattuglia è partita dall’isola meridionale di Lampedusa e ha accolto a bordo le persone considerate “più vulnerabili” tra quelle presenti sulla Louise Michel, soccorrendo 49 dei 219 migranti a bordo che erano stati salvati in mare al largo delle coste della Libia, dallo scorso 27 agosto. In particolare, le autorità italiane hanno riferito di aver tratto in salvo 32 donne, 13 bambini e 4 uomini a completamento di nuclei familiari presenti.

Nel corso della notte tra il 28 e il 29 agosto, la Louise Michel aveva inviato più allarmi dal proprio profilo Twitter e, nel corso della giornata, ha poi riferito un progressivo deterioramento della situazione a bordo scrivendo: “Stiamo raggiungendo lo stato d’emergenza. Abbiano necessità di assistenza immediata”. Più tardi l’imbarcazione ha aggiunto che la nave non riusciva più a muoversi e che non era più in grado di “padroneggiare il proprio destino”, a causa di un carico di persone eccessivo e di una scialuppa di salvataggio impiegata su uno dei suoi lati. Gli operatori avevano poi aggiunto di avere a bordo anche il cadavere di un migrante che aveva perso la vita. L’imbarcazione di soccorso aveva quindi affermato che la situazione in cui versava fosse da imputare principalmente all’Europa che stava ignorando i suoi SOS e aveva rivolto un appello a Germania, Malta e Italia, ricevendo poi assistenza da quest’ultima.

Prima della Guardia costiera italiana, una nave umanitaria italiana, la Mare Jonio, aveva anche’essa lasciato il porto siciliano di Augusta e si era diretta verso la Louise Michel. Quest’ultima ha di recente attirato l’attenzione anche perché è operativa su finanziamento dell’artista inglese Banksy, il quale ha messo a disposizione fondi sia per l’imbarcazione, sia per l’intero equipaggio di 10 professionisti del soccorso a bordo, assunti dall’artista di Bristol per salvare i rifugiati nel Mediterraneo che tentano di raggiungere l’Europa dall’Africa.

Si tratta di una ex imbarcazione della Marina francese tinteggiata di rosa e bianco, lunga 30 metri e che è stata acquistata con i proventi della vendita di opere d’arte dello stessoBanksy. Sul lato della cabina della nave si vede l’immagine di una ragazza che tiene in mano un salvagente a forma di cuore. Il nome “Louise Michel” è stato, invece, scelto in onore di un’anarchica femminista francese. La nave è operativa dalla settimana del 17 agosto e batte bandiera tedesca.

Il 29 agosto, più Agenzie delle Nazioni Unite hanno rivolto appelli per il salvataggio e il rapido sbarco della Louise Michel e di altre due imbarcazioni che hanno un totale di oltre 400 persone a bordo.  Anche la Sea Watch 4, un’imbarcazione umanitaria tedesca, e la nave da merci Maersk Etienne hanno un carico di rispettivamente 200 e 27 migranti a bordo, dallo scorso 5 agosto. L’Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) e l’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati hanno rilasciato una dichiarazione congiunta in cui hanno espresso profonda preoccupazione per la continua assenza di operazioni di ricerca e salvataggio apposite dell’UE nel Mediterraneo Centrale.

L’Italia è la meta della maggior parte dei migranti che partono dalle coste della Libia. L’IOM e la UN Refugee Agency (UNHCR) hanno riferito che almeno 302 migranti e rifugiati hanno perso la vita lungo la rotta del Mediterraneo nell’arco del 2020, ma si stima che il numero di decessi sia più elevato di quello ufficiale. Inoltre, più di 17.000 persone sono approdate sulle coste di Italia e Malta, a bordo di imbarcazioni partite dalle coste tunisine e libiche. Tale cifra è pari a circa il triplo rispetto a quella registrata nel 2019.

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Camilla Canestri

di Redazione

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