Giappone: Shinzo Abe annuncia le dimissioni

Pubblicato il 28 agosto 2020 alle 12:28 in Asia Giappone

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Il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, ha annunciato che si dimetterà dopo un record di sette anni e otto mesi da leader, citando problemi di salute. 

Abe ha annunciato la notizia, il 28 agosto, in una conferenza stampa in cui ha parlato della sua salute dopo due recenti visite in ospedale. Il 65enne ha dichiarato di voler evitare di causare problemi al governo per il peggioramento delle sue condizioni. “Ho deciso di dimettermi dalla carica di primo ministro”, ha riferito Abe. “Non posso essere premier se non riesco a prendere le decisioni migliori per il popolo”, ha aggiunto. Abe è stato affetto da colite ulcerosa per anni e due recenti visite ospedaliere in una settimana avevano sollevato dubbi sul fatto che potesse rimanere in carica fino alla fine del suo mandato, prevista per settembre 2021. 

“Vorrei scusarmi sinceramente con il popolo giapponese per aver lasciato il mio incarico a un anno dalla fine del mio mandato, e in mezzo ai problemi dovuti al coronavirus, mentre varie politiche sono ancora in fase di attuazione”, ha riferito Abe, inchinandosi profondamente. I funzionari del partito di governo avevano dichiarato che la salute di Abe era stabile, ma le visite in ospedale avevano alimentato le voci sulla sua capacità di gestire il suo ufficio per un altro anno prima della scadenza del suo mandato. 

Lunedì, Abe ha celebrato il suo 2799esimo giorno consecutivo in carica da quando è tornato alla leadership alla fine del 2012 per un secondo mandato ed è diventato il leader più longevo del Giappone, battendo un record stabilito dal suo prozio Eisaku Sato. Tuttavia, la sua popolarità è scesa a circa il 30% nei recenti sondaggi di opinione per la sua gestione della pandemia di coronavirus e degli scandali tra i membri del partito al governo. Abe ha dichiarato che non avrebbe commentato i suoi potenziali successori, ma ha aggiunto che il prossimo leader dovrebbe continuare a lavorare per combattere la pandemia. 

Inoltre, il Giappone ha sofferto la peggior contrazione economica mai registrata durante il secondo trimestre del 2020, con un calo del PIL pari al 27,8% rispetto ai mesi di aprile, maggio e giugno del 2019, a causa dell’impatto della pandemia di coronavirus sulle aziende e sulla spesa dei consumatori. Si è trattato del terzo trimestre consecutivo in cui l’economia del Paese, che è la terza a livello mondiale dopo USA e Cina, ha subito una contrazione. I dati pubblicati il 17 agosto sono stati i peggiori nei registri del Paese da quando Tokyo ha iniziato a raccogliere informazioni e ad elaborare analisi comparabili a quelle odierne nel 1980. Tale scenario potrebbe assestare un duro colpo ai benefici che il Paese aveva  ricavato dalle politiche di stimolo all’economia introdotte alla fine del 2012 dal governo del primo ministro giapponese, Shinzo Abe, conosciute come “Abenomics”. Ad oggi, il PIL reale del Giappone è sceso a 485 trilioni di yen, il dato più basso dall’aprile-giugno del 2011.  

Il governo di Tokyo ha finora adottato misure di stimolo all’economia per un valore di circa 2 trilioni di dollari che hanno impedito una crescita nei casi di bancarotta e di perdita d’occupazione. Nonostante ciò, il peso di tali iniziative sul debito pubblico è stato il maggiore tra le economie avanzate. Tra le principali problematiche riguardanti la ripresa economica, alcuni analisti hanno individuato la risalita delle infezioni che potrebbe portare le aziende a ridurre i posti di lavoro e spese e la domanda globale a restare modesta se le principali Nazioni meta di esportazioni dovessero reintrodurre misure di isolamento o se lo stesso Giappone stesso dovesse rientrare in uno stato di emergenza. Oltre ai contagi di coronavirus, altra problematica potrebbe essere la conflittualità tra USA e Cina che, secondo il 90% degli economisti intervistati da Reuters, potrebbe danneggiare l’economia giapponese.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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