Bielorussia: l’Ucraina nega contatti con Lukashenko e si schiera con la UE

Pubblicato il 28 agosto 2020 alle 9:55 in Bielorussia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskij non ha contattato il suo omologo bielorusso Aleksandr Lukashenko dopo le elezioni presidenziali del 9 agosto scorso. Lo ha annunciato giovedì 27 agosto il ministro degli Esteri ucraino Dmitrij Kuleba, durante una trasmissione sul canale televisivo 1 + 1.

“Dopo le elezioni, non ci sono stati contatti tra loro. E non è previsto” – ha affermato, aggiungendo che Zelenskij e Lukashenko “hanno parlato per l’ultima volta prima delle elezioni in Bielorussia”.

“Ora, infatti, tutte le relazioni, tutti i contatti con la parte bielorussa sono sospesi” – ha osservato Kuleba.  “Posso informarvi ufficialmente di tale interruzione. Stiamo seguendo l’evoluzione della situazione. E solo quando siamo convinti che non significheranno perdite di reputazione, compromessi morali ed etici per l’Ucraina, questi contatti saranno rinnovati”. A tal proposito, Kuleba ha ricordato il richiamo dell’ambasciatore ucraino a Minsk per consultazioni.

Secondo Kuleba, in questo momento il ministero degli Esteri ucraino considera fondamentale assicurarsi che “lo sviluppo della situazione in Bielorussia non significhi un aumento del livello di rischio della sicurezza in Ucraina e per i cittadini ucraini in territorio bielorusso”. Inoltre, ha aggiunto il ministro, Kiev è preoccupatoa che gli eventi nel Paese vicino “abbiano il minor impatto possibile sull’economia e sullo sviluppo economico dell’Ucraina” poiché “con la Bielorussia abbiamo un commercio bilaterale molto attivo”.

La posizione dell’Ucraina sulla situazione in Bielorussia è concorde con quella dei paesi dell’Unione europea e degli Stati Uniti. Lo ha affermato nuovamente venerdì 28 agosto in un briefing con la stampa il capo della diplomazia ucraina, Dmitrij Kuleba.

“L’Ucraina sta sincronizzando la sua posizione sulla situazione in Bielorussia con l’UE e gli Stati Uniti. Non interferiamo negli affari interni della Bielorussia in modo che i suoi cittadini scelgano da soli il percorso futuro del Paese” – ha affermato, aggiungendo che sebbene l’Ucraina non intende interrompere le relazioni diplomatiche con la Bielorussia, potrebbe però aderire alle sanzioni dell’UE contro il vicino settentrionale.

L’Ucraina ritiene inaccettabile qualsiasi interferenza di altri paesi, principalmente la Russia, nella situazione in Bielorussia, ha affermato il ministro degli esteri ucraino. “Il Ministero degli Affari Esteri considera inaccettabile qualsiasi interferenza esterna nella situazione in Bielorussia, nel quadro della profonda crisi politica che ha travolto il Paese. Innanzitutto, stiamo parlando dell’intervento della Federazione russa e dell’Organizzazione del Trattato di sicurezza collettiva, in cui la Russia, come sapete, gioca il ruolo principale” – ha dichiarato Kuleba ai giornalisti.

Domenica 23 agosto, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskij in un’intervista a Euronews, ha affermato che se fosse stato sul posto di Aleksandr Lukashenko, avrebbe accettato la ripetizione delle elezioni. In risposta, il rappresentante ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della Bielorussia, Anatolij Glaz, ha affermato che la Bielorussia non ha bisogno dei “consigli triti e ritriti” della leadership ucraina e che da Kiev vorrebbe sostegno e comprensione.

Il 9 agosto si sono tenute le elezioni presidenziali in Bielorussia. Il presidente uscente, Aleskandr Lukashenko è stato eletto per un sesto mandato con oltre l’80% dei voti. La candidata dell’opposizione, Svetlana Tichanovskaja, ha ottenuto 10,12%. Subito dopo l’annuncio dei risultati preliminari della votazione, nel Paese sono iniziate le proteste di massa dell’opposizione, che accusa il governo di brogli e frode elettorale. Le proteste sono state represse con forza dall’esercito e dalla polizia, in totale 3 persone sono morte e oltre 7.500 sono state arrestate. Su pressione popolare e internazionale il governo ha poi lasciato che le manifestazioni si svolgessero pacificamente. La UE non riconosce il risultato del voto ed ha annunciato sanzioni contro i responsabili dei brogli e delle violenze, mentre la Lituania è andata oltre varando sanzioni contro lo stesso Lukashenko. Mosca, dopo aver ignorato per settimane le richieste di aiuto di Lukashnko, invitando il paese vicino a fare da solo e condannando ogni ingerenza esterna, ha annunciato la formazione di una riserva delle forze di sicurezza che potrebbe intervenire in Bielorussia nel caso “la situazione degenerasse”. Putin, tuttavia, ha invitato Lukashenko ad “ascoltare” e a “prendere atto” delle proteste.

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Italo Cosentino, interprete di russo

di Redazione