Annunciato l’inizio dei colloqui intra-afghani, nonostante le violenze

Pubblicato il 28 agosto 2020 alle 18:41 in Afghanistan Asia

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Almeno 13 civili sono stati uccisi in 2 esplosioni nel distretto di Spin Boldak, nella provincia di Kandahar, il 28 agosto. Nonostante le violenze, i colloqui intra-afghani dovrebbero iniziare i primi giorni di settembre. 

Le due esplosioni hanno preso di mira veicoli civili di un gruppo di persone che si stava dirigendo ad una cerimonia di matrimonio a Spin Boldak. Altre 2 persone sono rimaste ferite. L’episodio è l’ennesima dimostrazione che la violenza è aumentata nel Paese, nonostante gli sforzi del governo afghano per avviare i negoziati di pace. Abdullah Abdullah, capo dell’Alto Consiglio per la Riconciliazione Nazionale, il 27 agosto si è detto fiducioso che i colloqui tra afgani inizieranno la prossima settimana, i primi di settembre. 

Intanto, un rapporto della Commissione Indipendente per i Diritti Umani dell’Afghanistan (AIHRC) ha rilevato che 1.213 civili sono stati uccisi e 1.740 sono rimasti feriti nei primi 6 mesi del 2020 in Afghanistan. Nel 2019, 979 civili sono stati uccisi e altri 2.359 feriti nei primi 6 mesi dell’anno. Durante l’anno corrente, una media di 16 civili al giorno sono diventati vittime di violenza in Afghanistan e i talebani sono responsabili del 48.5% delle vittime e le forze afghane del 15.5%. Il rapporto ha accusato “autori sconosciuti” del 26.7% delle vittime, l’ISIS del 6.3% e le forze internazionali del 2.3%. La restante percentuale è stata causata dai razzi delle forze pakistane sulle province di Kunar, Kandahar, Paktia e Khost nell’Afghanistan orientale e meridionale.

Nonostante gli scontri quasi quotidiani, gli sforzi diplomatici internazionali non si sono arrrestati. Una delegazione talebana di 6 membri, guidata dal mullah Abdul Ghani Baradar, ha incontrato il ministro degli Esteri pakistano, Shah Mehmood Qureshi, il 26 agosto e ha discusso i recenti progressi nel processo di pace afghano. Il Ministero degli Affari esteri pakistano ha riferito che i talebani hanno informato Qureshi sull’ultima attuazione dell’accordo con gli Stati Uniti. Da parte sua, Qureshi ha discusso del processo di pace afghano e delle potenziali minacce alla sua attuazione. Il ministro ha sottolineato gli sforzi del Pakistan per garantire una pace e una stabilità durature nella regione. 

La visita della delegazione talebana in Pakistan ha suscitato reazioni da parte del governo afghano. Il ministero degli Esteri afghano ha dichiarato che la questione della politica del Pakistan sulle sanzioni delle Nazioni Unite contro i talebani dovrebbe essere rivista. Islamabad ha chiesto il pieno rispetto delle sanzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite contro i talebani afgani e i gruppi associati all’organizzazione. La lista nera dell’Onu comprende il mullah Abdul Ghani Baradar, capo dell’ufficio politico dei talebani in Qatar, che ha negoziato l’accordo di pace con gli Stati Uniti e lo ha firmato, il 29 febbraio a Doha. Tuttavia, fonti vicine ai talebani hanno riferito che i membri del gruppo hanno il permesso di viaggiare per il proseguimento dei colloqui di pace.

Tuttavia, il Paese si trova ancora in una situazione instabile, che dura ormai da decenni. Dopo la fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, il Paese ha vissuto grandi divisioni. Nel 1996 i talebani avevano il controllo di gran parte del Paese, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro le varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli episodi dell’11 settembre, gli USA hanno invaso l’Afghanistan, in quanto era stato da lì che Al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli Stati Uniti ed era lì che si nascondeva il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. Dopo anni di scontri e progressi diplomatici, il 29 febbraio 2020, gli Stati Uniti e i talebani hanno firmato uno “storico” accordo di pace a Doha, in Qatar. Tuttavia, tale intesa non ha portato ancora la stabilità nel Paese, sconvolto dalle violenze e fortemente diviso. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

 

di Redazione

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