Hong Kong: arrestati due membri del governo

Pubblicato il 27 agosto 2020 alle 12:06 in Cina Hong Kong

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La polizia locale ha arrestato due membri dell’opposizione del Consiglio Legislativo della regione amministrativa speciale di Hong Kong, Lam Cheuk-ting e Ted Hui, il 26 agosto, in relazione a due episodi avvenuti rispettivamente il 6 e il 21 luglio 2019, il primo al parco di Tuen Mun e il secondo alla stazione di Yen Long, durante le proteste anti-governative. I due sarebbero stati arrestati per aver compiuto crimini previsti dalla nuova legge sulla sicurezza internazionale per Hong Kong, approvata il 30 giugno scorso, e dovrebbero apparire al tribunale di West Kowloon, il 27 agosto. Nel corso della stessa operazione sono state arrestate anche altre 14 persone.

Secondo la sua pagina Facebook, Lam, appartenente la Partito democratico, sarebbe stato arrestato per aver causato disordini il 21 luglio 2019, quando un gruppo di oltre 100 uomini vestiti di bianco e armati di mazze e bastoni aveva attaccato manifestanti e passanti alla stazione del distretto di Yuen Long, nei pressi del confine con la Cina continentale. In tale occasione, Lam è stato uno dei manifestanti attaccati che finì anche in ospedale per percosse al viso. Al momento, sarebbero almeno 44 le persone trattenute in relazione agli eventi del 21 luglio 2019, di cui 8 sono state accusate di aver “provocato disordini”, ma ancora non è ancora chiaro da cosa sia nata l’accusa nei confronti di Lam. L’episodio della stanzione di Yuen Long era stato finora ritenuto un attacco indiscriminato contro manifestanti e passanti ma la polizia di Hong Kong ha sostenuto si sia trattato di uno scontro tra diverse fazioni partecipanti alle proteste del 2019.

Hui, anch’egli membro del Partito democratico, è stato arrestato, invece, per gli episodi del 6 luglio 2019, durante i quali al parco di Tuen Mun alcuni manifestanti avevano protestato contro un gruppo di donne originarie della Cina continentale accusate di fare eccessivo rumore cantando nel parco e di ballare in modo provocatorio. Le accuse a carico di Hui sono quelle di aver traviato il corso della giustizia, provocato danni criminali e di aver utilizzato mezzi informatici con intenti “disonesti”. Anche Lam sarà sottoposto ad un procedimento giudiziario per lo stesso episodio per aver anch’egli traviato il corso della giustizia.

Le proteste ad Hong Kong erano iniziate il 31 marzo 2019, quando gli abitanti dell’isola avevano iniziato a manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong-Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino e in richieste di nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente. A seguito del ritiro della proposta di legge, l’esecutivo di Hong Kong ha respinto le altre richieste dei manifestanti, tra cui figuravano: l’amnistia per i manifestanti detenuti, l’avvio di un’indagine indipendente sui presunti eccessi di violenza della polizia e il rilancio del processo di riforma politica in senso democratico. Con il passare del tempo, le proteste sono diventate sempre più frequenti e violente.

Gli arresti del 26 agosto rimandano a tale periodo di movimentazioni e sono stati gli ultimi di una lunga serie, eseguiti in base alla nuova “Legge della regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica Popolare Cinese per la salvaguardia della sicurezza nazionale”,  in vigore dal primo luglio scorso. Con tale provvedimento, sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali, ed è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino. Per molti, la legge lederebbe l’autonomia e le libertà di Hong Kong, restando volutamente vaga e lasciando ampi margini per la casistica di applicazione.

Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese del 19 dicembre 1984. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, anche in materia legale, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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