Gli USA vicini a processare i “Beatles” dell’Isis

Pubblicato il 27 agosto 2020 alle 17:42 in UK USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno compiuto un ulteriore passo in avanti sulla strada per mettere sotto accusa due militanti britannici dello Stato Islamico, dopo che un tribunale del Regno Unito ha autorizzato lintelligence di Londra a condividere informazioni con Washington.

Alexanda Kotey, 36 anni, ed El Shafee Elsheikh, 32 anni, facevano parte di una cerchia di quattro militanti britannici dell’Isis soprannominati “The Beatles”dai loro prigionieri in Siria. Gli uomini sono accusati di aver collaborato o commesso direttamente lomicidio di quattro americani e due britannici durante il culmine del “califfato” dell’Isis in Siria e in Iraq. Le uccisioni di operatori umanitari e giornalisti stranieri sono state filmate e condivise online sei anni fa, provocando sgomento in tutto il mondo.

La scorsa settimana, il procuratore generale degli Stati Uniti, William Barr, ha assicurato al ministro dell’Interno britannico, Priti Patel, che i pubblici ministeri americani non condanneranno i sospettati alla pena capitale. “Un ulteriore ritardo non è più ammesso. Kotey ed Elsheikh devono essere processati negli Stati Uniti e nuove battute darresto rappresenterebbero un’ingiustizia per le famiglie delle vittime”, ha affermato Barr, chiedendo di accelerare la cooperazione britannica. Ciò ha portato la Corte suprema del Regno Unito a decidere, mercoledì 26 agosto, che le prove raccolte dall’intelligence di Londra venissero condivise con Washington. In caso contrario, le due coppie sarebbero state consegnate alle autorità irachene. Mohammed Emwazi, un altro membro della cellula britannica è stato ucciso in un attacco aereo statunitense mentre Aine Davis è attualmente incarcerato in Turchia.

Il Ministero dell’Interno non ha condiviso pubblicamente alcun dettaglio sui suoi prossimi passi, ma, secondo il Guardian, il Regno Unito dovrebbe condividere le prove che i pubblici ministeri statunitensi hanno dichiarato di ritenere vitale per lo svolgimento del processo. Il Regno Unito normalmente non collabora in procedimenti giudiziari promossi da Paesi dove la pena di morte è possibile, ma, nel 2018, l’allora segretario degli Interni, Sajid Javid, si era detto disposto a rinunciare al requisito nel caso di Kotey ed Eisheikh. La Corte suprema inglese, tuttavia, a seguito di un appello della madre di Elsheikh, Maha Elgizouli, a marzo, aveva giudicato la decisione del ministro impraticabile. Gli avvocati della donna avevano sostenuto che entrambi i sospettati avrebbero dovuto essere processati nel Regno Unito, cosa che le autorità britanniche si erano rifiutate di fare. Sia Kotey che Elsheikh sono stati privati della cittadinanza britannica nel 2018.

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Chiara Gentili

di Redazione

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