Il capo della NATO partecipa al vertice di Difesa europeo

Pubblicato il 27 agosto 2020 alle 16:57 in Europa NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha partecipato ad una riunione dei ministri della Difesa dell’Unione Europea, mercoledì 26 agosto, a Berlino, per discutere delle missioni congiunte e degli ultimi sviluppi nelle maggiori crisi geopolitiche attualmente in corso. Durante il vertice generale e nei successivi incontri bilaterali tra i diversi funzionari si è parlato soprattutto di Bielorussia, Mediterraneo orientale e Libia.

Per quanto riguarda il primo tema, Stoltenberg ha dichiarato: “Seguiamo molto da vicino la situazione in Bielorussia. Siamo vigili e siamo pronti a proteggere e difendere tutti gli alleati”. Ciononostante, ha assicurato il segretario generale, non c’è alcun piano di rafforzamento militare nella regione per il momento. Qualsiasi tentativo da parte del regime di usare la NATO come pretesto per reprimere i manifestanti nel proprio Paese è assolutamente ingiustificato”, ha specificato Stoltenberg, a margine della riunione, ribadendo il carattere difensivo dell’alleanza atlantica.

Il segretario è poi intervenuto sul caso di Alexei Navalny, l’oppositore del presidente russo, Vladimir Putin, ricoverato a Berlino dopo un sospetto avvelenamento in Siberia. Stoltenberg ha chiesto un’indagine trasparente sulla situazione sostenendo che non sussistano motivi tali da dubitare delle conclusioni dei medici tedeschi, secondo cui Navalny sarebbe stato avvelenato da una tazza di tè in un aeroporto della Siberia. La tesi dell’avvelenamento, tuttavia, è stata fortemente respinta da Mosca. 

Sull’escalation delle tensioni nel Mediterraneo orientale, il capo della NATO ha chiesto di avviare un dialogo tra Grecia e Turchia per evitare a tutti i costi una risoluzione militare della contesa. “Atene e Ankara sono entrambe importanti alleati della NATO da molti anni. Dobbiamo trovare un modo, basato sullo spirito di solidarietà alleata, per risolvere la situazione nel Mediterraneo orientale”, ha detto Stoltenberg prima dell’incontro. Il segretario dell’Alleanza atlantica ha poi ribadito la sua posizione durante un incontro bilaterale con la cancelliera tedesca, Angela Merkel. “Sono in costante contatto con Grecia e Turchia. Il mio messaggio è che la situazione deve essere risolta in uno spirito di collaborazione e in linea con il diritto internazionale”, ha nuovamente sottolineato Stoltenberg giovedì 27 agosto. “Il dialogo e la riduzione dell’escalation sono nell’interesse di tutti”, ha aggiunto, elogiando gli sforzi della Germania nel cercare di “trovare un modo costruttivo per andare avanti sulla questione”.

Per quanto riguarda la Libia, Stoltenberg e i ministri europei hanno esaminato l’operazione IRINI e il suo contributo all’attuazione dell’embargo sulle armi, imposto dalle Nazioni Unite. Secondo l’UE, la missione sta mostrando la sua utilità, il suo valore e la sua imparzialità e avrebbe già raccolto diverse informazioni importati che coinvolgono attori di entrambe le parti in conflitto. Sono stati effettuati più di 500 interventi e almeno 10 rapporti speciali sono stati presentati al gruppo di esperti delle Nazioni Unite.Irini, secondo quanto dichiarato dall’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, Josep Borrell, lavorerà a stretto contatto con la Missione delle Nazioni Unite in Libia (UNSMIL) e sosterrà il più possibile il cessate il fuoco nel Paese nordafricano. In Libia, l’UE ha una missione civile dispiegata a terra (EUBAM) e una militare attiva in mare (Irini). Al termine dell’incontro, Borrell ha precisato che l’Unione potrebbe decidere in futuro di fare di più per favorire la pace in Libia.

Il vertice dei ministri della Difesa dell’Unione Europea, iniziato il 26 agosto e destinato a protrarsi fino al 28, è stato il primo evento in cui i funzionari dei Paesi europei si sono incontrati di persona dall’inizio della pandemia di coronavirus, a marzo. Le riunioni ministeriali informali a Berlino sono ospitate dalla presidenza tedesca del Consiglio europeo. L’UE possiede 17 missioni civili e operazioni militari in tutto il mondo. Di queste, almeno 13 lavorano direttamente o in cooperazione con le Nazioni Unite e/o la NATO.

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Chiara Gentili

di Redazione

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